Adolescenti: la dieta sbagliata fa aumentare i rischio di obesità 23 gennaio 2014

Adolescenti: la dieta sbagliata fa aumentare i rischio di obesità

Adolescenti: la dieta sbagliata fa aumentare i rischio di obesità

In Gran Bretagna è stato condotto uno studio su oltre 7mila giovani, da cui emerge che già a 13 anni due ragazzine su tre hanno paura di ingrassare e per questa ragione evitano alcuni alimenti; questo atteggiamento, però, aumenta la probabilità di ritrovarsi sovrappeso dopo soli due anni; le ragazze che si preoccupano delle linea sono più del doppio dei maschi che si pongono lo stesso problema, e i tredicenni che mangiano di meno anziché mangiare meglio hanno maggiori probabilità di ingrassare entro i 15 anni.

La psichiatra italiana specialista in disordini alimentari, Nadia Micali, ricercatrice presso l’Institute of Child Health del Behavioural & Brain Sciences Unit dell’University College di Londra, sottolinea che la relazione fra l’aumento di peso che si è registrato dopo certi comportamenti alimentari tenuti nella prima fase dell’adolescenza, e l’aumento di peso che si è verificato due anni dopo, ha significative implicazioni per la prevenzione dell’obesità e quindi per la salute pubblica.

Spiega Micali: «Dopo i 13 anni una ragazza su tre e un ragazzo su cinque sono arrabbiati o angosciati dal loro peso e dalle loro forme, ma chi a quell’età adotta strategie di contenimento ponderale poco ortodosse ha, rispettivamente, il 40% e il 90% di probabilità in più di diventare sovrappeso oppure obeso all’età di 15 anni.

Circa un terzo dei giovanissimi (il 27% delle femmine e il 23% dei maschi) mettono in atto tentativi per perdere peso, un quarto salta o butta via i pasti, e oltre la metà delle ragazzine evitano i cibi grassi.

Si stima che in Gran Bretagna fra 200 e 300mila adolescenti abbiamo disturbi alimentari, e il trial pubblicato sul Journal of Adolescent Health è il primo a studiare i disturbi alimentari nella popolazione giovanile del Regno Unito, grazie ai dati dello studio Alspac (Avon Longitudinal Study of Parents and Children), che ha seguito lo sviluppo di 14mila bambini nati nei primi anni ’90.

La prima adolescenza è un’epoca di grandi cambiamenti, e le implicazioni sociali e psicologiche dei disturbi alimentari non vanno dimenticate, cercando di capire i percorsi che potrebbero portare all’obesità infantile, così da includerli nelle strategie di prevenzione».
Lo studio britannico è stato pubblicato sulla rivista ufficiale della Society for Adolescent Health and Medicine, il Journal of Adolescent Health.

 

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