Altalena del peso con le diete povere di grassi 30 agosto 2012

Uno studio statunitense dimostra che riprendere il peso che si è perduto grazie al controllo del regime alimentare, può dipendere dal tipo di dieta che si segue: è come una specie di adattamento dell’organismo, che nel periodo in cui l’alimentazione viene ridotta, si adatta cambiando l’efficienza metabolica, risparmiando energie, in funzione del diminuito apporto di cibo.
Le 21 persone che hanno partecipato all’esperimento avevano perso dal 10 al 15% del proprio peso grazie a un severo regime alimentare; successivamente sono state sottoposte per quattro settimane a tre diversi tipi di diete di mantenimento: una era a basso contenuto di grassi, con l’apporto energetico assicurato dal 60% di carboidrati, dal 20% di grassi e dal 20% di proteine; una era a basso indice glicemico (carboidrati 40%, grassi 40%, proteine 20%); l’ultima, con un contenuto molto basso di carboidrati (10%, grassi 60%, proteine 30%).
Nel corso della ricerca sono stati tenuti sotto controllo i livelli di ormoni come cortisolo e leptina, quelli di componenti della sindrome metabolica, come colesterolo, glicemia e pressione; sono state anche confrontate la spesa energetica a riposo e quella totale, per valutare il funzionamento del metabolismo.
È emerso che quest’ultimo confronto indicava una variazione rilevante fra i tre tipi di dieta: la diminuzione maggiore della spesa energetica si è verificata con la dieta a basso contenuto di grassi, mentre la diminuzione più lieve è avvenuta con la dieta che prevedeva l’incidenza più bassa di carboidrati; secondo i ricercatori americani: «La differenza è di circa 300 calorie al giorno, l’equivalente di un’ora di attività fisica moderata. Una delle spiegazioni per il fallimento di molte diete, nel lungo termine, è che la perdita di peso induce adattamenti biologici, come la riduzione della spesa energetica dell’organismo e l’aumento dell’appetito, che portano a recuperare i chili persi. Tutto questo significa che una caloria non è ‘semplicemente’ una caloria, dal punto di vista metabolico: conta parecchio se arriva da carboidrati, grassi o proteine. Mantenere il peso raggiunto dopo una dieta sarà più semplice e probabile se si scelgono regimi alimentari che hanno un effetto positivo sulle modifiche biologiche avverse che si accompagnano al dimagrimento, come il rallentamento del metabolismo. Ridurre troppo i grassi non è la strada giusta per riuscirci». Lo studio è stato pubblicato su JAMA, the Journal of the American Medical Association.

Fonte
Jama, agosto 2012

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