Anche i comfort fra le cause dell’obesità 7 febbraio 2012

All’alimentazione sbagliata, alla sedentarietà e agli stili di vita poco sani, alle cause dunque già note che possono contribuire all’obesità, si aggiungono anche i comfort offerti dalla vita moderna, come il riscaldamento dei luoghi in cui viviamo e degli abiti che indossiamo: questa la conclusione di una ricerca pubblicata su Obesity Reviews, il giornale ufficiale della Iaso (International Association for the Study of Obesity).
Secondo lo studio, negli ultimi decenni si vive sempre più in ambienti riscaldati e si praticano sempre meno attività al freddo e questo potrebbe aver contribuito all’innalzamento dell’incidenza dell’obesità nel mondo; oggi l’organismo deve ricorrere sempre meno alla termogenesi, la capacità cioè che ha di produrre calore, e quindi anche alla spesa energetica che è necessaria per produrlo.
Patricia Iozzo, dell’Istituto di Fisiologia Clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, spiega: «In effetti il comfort ci protegge da alcune malattie ma ci espone al rischio di svilupparne altre, come il sovrappeso.
Quando la nostra capacità di effettuare termogenesi si riduce, bisogna mangiare meno o muoversi di più, e ricordarci che le bevande alcoliche sono ricche di calorie e non aiutano a scaldarsi. Una strategia sulla quale molti esperti stanno lavorando è quella di aumentare la quantità o l’attività dei tessuti che hanno una grande capacità termogenetica, come il grasso bruno, presente in modeste quantità nell’età adulta, che ha la caratteristica di attivarsi con il freddo e di produrre termogenesi consumando calorie».
Saverio Cinti, direttore del laboratorio di Anatomia e Biologia cellulare dell’Università Politecnica delle Marche è coautore di uno studio pubblicato sulla rivista Nature, nel corso del quale è stato scoperto un ormone, l’irisina, che viene prodotto dal muscolo durante l’attività fisica e che determina la trasformazione del grasso bianco in grasso bruno; osserva Cinti: «In inverno, dedicare una mezz’ora al giorno a una passeggiata, coperti, ma non più del necessario, ha dunque una triplice valenza: alle calorie spese per l’attività fisica si aggiungono quelle spese dal grasso bruno per produrre termogenesi, e per di più, si incrementa la quantità di questo prezioso grasso».

Fonte:
Andreia Cunha – Irisin—behind the benefits of exercise. Nature Reviews Endocrinology  2012

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