Bambini e adolescenti più a rischio di sovrappeso e obesità 20 luglio 2015

Crisi economica, poco sport, e cattive abitudini alimentari le motivazioni principali secondo una nuova indagine realizzata da Ipsos per “Save The Children” e Gruppo Gruppo Mondelēz in Italia e presentata il 16 luglio a Expo 2015, in occasione dei quattro anni di “Pronti, Partenza, Via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Ancona e Aprilia, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino) a favore dell’attività fisica e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini. Nel 2015 il progetto toccherà 4 nuove città.

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Nuove generazioni spesso sedentarie
Secondo i dati della nuova ricerca quasi un bambino/ragazzo su cinque (17%) in Italia non fa sport nel tempo libero; nel 27% dei casi la motivazione è la mancanza di possibilità economiche familiari. Pur ritenendo importante la pratica di uno sport, i genitori si vedono costretti a rinunciare a questa spesa e lamentano di non essere sostenuti neppure dalla scuola. Secondo la ricerca, almeno un bambino su dieci (11%) non pratica attività motoria neppure a scuola, per mancanza di fondi, di spazi attrezzati o per l’assenza di lezioni nel programma scolastico.

Spesso, neppure le abitudini familiari aiutano: 1 ragazzo su 4 non cammina più di 15 minuti al giorno (1 su 3 nel Centro Italia); solo il 4% dichiara di percorrere a piedi più di un’ora al giorno. Due ragazzi su cinque arrivano davanti a scuola in macchina accompagnati da un familiare anche se un dato positivo emerge per quanto riguarda l’uso della bicicletta: la ricerca segnala un aumento del 6% rispetto alla precedente rilevazione del 2012, soprattutto tra i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni (22%). Il 28% dei ragazzi va a scuola a piedi e il 17% vi si reca con i mezzi pubblici.

I ragazzi, tra l’altro, non sembrano dare una grande importanza all’attività fisica e sportiva: per 1 su 3 questa pratica non è rilevante per il “successo” tra i coetanei (32%) mentre sembrano essere valori più interessanti conoscere videogiochi, campionato di calcio e cartoni animati (22%).

 

Troppo tempo in casa e mancanza di luoghi all’aperto
Secondo la ricerca dell’Ipsos, molti bambini e gli adolescenti (62%) passano gran parte dei pomeriggi e dei week end in casa davanti alla televisione (70-84 minuti/giorno fino a 3 ore/giorno) o al computer (55 minuti/giorno su internet), ai videogiochi (47 minuti/giorno), leggendo un libro: il 56% ascolta musica; il 49% legge, il 22% dichiara di aiutare in casa a fare lavori domestici e il 17% suona uno strumento musicale.

“Le difficoltà economiche familiari” – ha spiegato Raffaella Marino, direttore programmi Italia – Europa di Save The Children Italia durante la presentazione della ricerca – e la mancanza di spazi pubblici adeguati obbligano molti bambini a diventare sempre più sedentari e senza l’abitudine di un sano confronto con i loro coetanei. Sono troppi i ragazzi esclusi dall’opportunità di svolgere sport in modo adeguato e questo rischia di non dar loro la necessaria educazione all’attività fisica e al sano movimento.”.

La carenza di luoghi di aggregazione incide indubbiamente sulla scelta di passare del tempo a casa propria o di amici. Ben il 33% dei genitori denunciano infatti la mancanza di luoghi all’aperto dove i figli possano incontrarsi con gli amici in piena sicurezza. Anche laddove questi luoghi ci siano, spesso non vi sono le condizioni igieniche e di sicurezza necessarie.

La percezione di questa carenza è abbastanza simile tra genitori e figli. Solo poco più di 6 su 10 ragazzi sottolineano che nella loro zona c’è un giardino o parco giochi. Solo circa 3 su 10 dichiarano di avere un campo sportivo, una piazzetta senza auto, una palestra; poco più di 2 su 10 hanno a disposizione una piscina di quartiere e altrettanti una pista dove poter andare con i pattini, in bicicletta o sulla skateboard.

Il 36% dei ragazzi vorrebbe avere una pista di questo genere e al 34% piacerebbe avere una piscina; il 28% un parco giochi con panchine, erba e alberi.

 

Il rischio è che cresca una generazione in sovrappeso od obesa.
Secondo il 65% dei genitori intervistati esiste un problema di sovrappeso e obesità infantile tra i bambini della scuola primaria.

 

Un profilo che trova le sue radici anche nelle cattive abitudini alimentari
I genitori sembrano essere consapevoli delle buone regole di base di una sana alimentazione, grazie a quanto radicato nella loro cultura familiare, ma non sempre riescono a metterle in pratica. I genitori di adolescenti tra i 14 e i 17 anni sembrano quelli più attenti all’alimentazione dei propri figli e che riescano meglio degli altri ad applicare le regole della sana alimentazione.

Ma cosa mangiano questi ragazzi? Secondo quanto affermato direttamente dai genitori, il 74% mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno, tuttavia ben il 22% dei bambini dichiara di non fare la prima colazione tutte le mattine, abitudine che peggiora col crescere dell’età. Solo 1 su 3 afferma di fare uno spuntino sia a metà mattina che a metà pomeriggio, consumando quindi i cinque pasti al giorno consigliati dagli esperti. Un bambino su due mangia a pranzo con almeno un genitore (52%) e il 27% lo fa a mensa con i compagni. La cena sembra il momento dedicato a riunirsi tutti intorno alla tavola: l’87% dei ragazzi afferma infatti di cenare sempre o quasi con entrambi i genitori; 4 bambini su 10 lo fanno tuttavia con la TV accesa.

 

Prosegue con successo il progetto “Pronti, Partenza, Via” promosso dal 2011 da Save the Children in 10 città italiane
Nel 2015 sarà esteso ad altre 4 città. L’obiettivo del progetto, realizzato in partnership con Mondelēz International Foundation, il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP), è quello di sensibilizzare, informare e coinvolgere bambini, genitori, insegnanti e operatori del settore alla promozione di uno stile di vita più sano, soprattutto in aree particolarmente disagiate di alcune città italiane. I risultati ottenuti nelle prime 10 città coinvolte (Aprilia, Ancona, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino) sono stati soddisfacenti: 96mila persone ne hanno beneficiato e sono state riqualificate 10 aree sportive e verdi – anche pubbliche – per attività motorie, sportive e ricreative coinvolgendo nell’operazione 1400 persone tra operatori, insegnanti, pediatri e nutrizionisti.

“Stare bene per un bambino o un adolescente non ha un significato legato solo alla salute, ma anche alla socialità e alla possibilità che ha di relazionarsi con il mondo che li circonda. Mondelēz International Foundation ha creduto sin dall’inizio nell’importanza che questo progetto poteva avere sulla vita di questi ragazzi e il successo di questi anni ci ha spinto a continuare nel supporto che stiamo offrendo a Save the Children per migliorare gli stili di vita di tanti bambini che vivono in città, dove spesso non hanno luoghi né opportunità per fare l’attività fisica necessaria alla loro crescita sana. Per questo oggi siamo lieti di annunciare non soltanto la continuazione del progetto, ma la sua estensione ad altre quattro città: Brindisi, Giocosa Ionica, Roma e Scalea”, ha dichiarato Stefano Robba, Direttore Corporate Affairs Mondelēz.

 

Dopo aver ricevuto, a conclusione dei primi tre anni di attività del progetto, una valutazione indipendente da un centro di ricerca coadiuvato dall’Università La Sapienza di Roma, che ha testimoniato i cambiamenti ottenuti, il quarto anno è stato monitorato e valutato da un ricercatore indipendente attraverso un’attività di raccolta di dati qualitativi sui cambiamenti avvenuti negli stili di vita, sulle azioni progettuali realizzate, sui possibili miglioramenti e azioni da intraprendere in futuro. Quest’analisi è stata realizzata grazie all’utilizzo di focus group che hanno coinvolto genitori, insegnanti e bambini. “La valutazione ci ha consentito di riscontrare tra i ragazzi che hanno preso parte al progetto, una significativa riduzione delle “cattive” scelte alimentari e un incremento sostanziale della loro propensione a prendere parte ad attività sportive e motorie”, spiega Raffaela Milano. “Uno dei risultati di cui andiamo più fieri è che quasi tutti i bambini che hanno preso parte al progetto hanno capito l’importanza della prima colazione e hanno aumentato la loro voglia di fare sport e di muoversi. Inoltre hanno acquisito – grazie anche al confronto coi coetanei – maggiore sicurezza in loro stessi e nella capacità di relazionarsi con altri bambini e ragazzi come loro, piuttosto che stare chiusi in casa a guardare la tv o a giocare da soli”.

 

 

 

Fonte
– Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi edizione 2015
Report per Save the Children, Ipsos Public Affairs, luglio 2015

 

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