Biblioterapia: la lettura fa anche guarire 8 dicembre 2013

biblioterapia

Un team di ricercatori dell’Università di Göteborg ha condotto uno studio su un gruppo di donne che soffrivano di malattie che impedivano loro di lavorare e per questa ragione avevano perso la voglia di leggere anche quelle che amavano la lettura; dopo che sono state convinte a riprendere in mano libri di qualunque genere, non solo hanno dichiarato di sentirsi meglio, ma molte sono anche rientrate al lavoro prima di quanto era stato previsto.

I libri dunque, oltre a informare, rilassare, interessare, possono far ritrovare la salute e il benessere, non solo psicologico. La biblioterapia è una disciplina molto diffusa nel mondo anglosassone, come spiega la psicologa e psicoterapeuta Rosa Mininno, coordinatrice dell’unico sito italiano che si occupa di questo tipo di terapia, www.biblioterapia.it: «La biblioterapia è nata agli inizi del Novecento negli Stati Uniti, quando lo psichiatra William Menninger iniziò a prescrivere libri ai suoi pazienti, notando miglioramenti. Si tratta sempre di percorsi di lettura scelti, pensati apposta per il singolo paziente e per il momento che sta vivendo; un libro non deve mai essere un’imposizione, ogni scelta va motivata: si possono suggerire volumi di diverso genere, dai romanzi al teatro, dalla poesia ai saggi che aiutano a comprendere meglio la propria condizione da un punto di vista clinico o filosofico. Fino ai grandi classici, Seneca, Tacito o Cicerone, che sono una fonte inesauribile di riflessioni.

Il meccanismo con cui il libro ‘guarisce’ è, infatti, la sua capacità di aprire la mente; la sofferenza, fisica o psicologica che sia, porta all’isolamento e il libro invece ci connette con il mondo. Attraverso le storie possiamo identificarci nei personaggi, per affinità o per contrasto, ed essere stimolati a comportamenti che aiutino a uscire dal disagio. Un atteggiamento psicologico positivo nei confronti della malattia, qualunque essa sia, serve per guarire prima e meglio.

I libri, se prescritti in un percorso ragionato, aiutano a trovare in se stessi le più efficaci capacità di reazione. Per di più servono alla prevenzione; alcune esperienze nel Regno Unito hanno dimostrato che la biblioterapia, in soggetti con ansia e attacchi di panico, riduce gli accessi al Pronto Soccorso».

Questa terapia può però essere di aiuto anche per i malati di patologie organiche, da quelle cardiologiche a quelle oncologiche, come spiega il presidente dell’Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e direttore dell’UO Cardiologia dell’Ospedale Campo di Marte di Lucca, Francesco Bovenzi; fra i ricoverati nel suo reparto sta conducendo uno studio per verificare se la lettura di poesie può avere effetti positivi sui malati; per questo sottopone ai suoi pazienti, circa trenta, il libro Il cuore ha bisogno di poesia, che contiene brani scelti appositamente.

Spiega Bovenzi: «Sono liriche semplici e dai temi universali; il gradimento dei pazienti è alto e, accanto alla valutazione degli effetti organici, tuttora in corso, abbiamo già osservato un miglioramento nella relazione con i medici. E non è poco, perché magari la poesia non dilata direttamente le coronarie, ma certamente può aiutare il paziente a stare bene, a recuperare un dialogo di fiducia con il curante e, di conseguenza, a seguire di più le terapie».

Le esperienze di lettura sono numerose e in vari ambiti, da quelle che sono incentivate nelle carceri, a quelle per i malati psichiatrici, da quelle per bambini a quelle per adolescenti, che hanno già dimostrato di contribuire a contrastare il fenomeno del bullismo. Sono utili anche le letture apparentemente più complesse, come i classici latini, ma se la lettura viene fatta insieme al terapeuta, può stimolare curiosità e interessi nuovi.

La scelta dei testi deve però essere attenta e prudente, e alcuni generi sono sconsigliabili, come spiega Mininno: «I libri di auto-aiuto, che promettono guarigioni lampo, per esempio, sono pericolosi perché illudono i pazienti di trovare per i loro problemi scorciatoie che non esistono.

Tutt’altro significato possono avere i volumi che affrontano la condizione del paziente con chiarezza e senza false promesse; bisogna essere cauti anche consigliando libri a chi potrebbe non essere capace di sfruttare in modo ‘creativo’ le letture, finendo per vivere perennemente in un mondo irreale.

Ci sono poi due generi di libri che non vanno mai prescritti: quelli violenti come gli horror, o i testi di pseudo-erotismo, che, di fatto, sono pornografici; i primi soddisfano il gusto del macabro ma non servono per affrontare l’aggressività nel paziente, come erroneamente alcuni credono; i secondi si vendono per la loro carica di morbosità, ma non aiutano a ritrovare un equilibrio sessuale».

In Italia, purtroppo, la biblioterapia si sviluppa con grande difficoltà a causa della scarsissima propensione alla lettura degli Italiani: oltre la metà non finisce un libro in un anno (dati Istat); continua Mininno: «In Italia tutti scrivono e pochi leggono; per favorire l’avvicinamento ai libri, tanto preziosi per il nostro benessere fisico e psichico, servono di più piccole esperienze, dai gruppi di lettura alle serate tematiche nelle biblioteche. Senza contare che i buoni lettori si allevano fin da piccoli, insegnando il piacere di un bel libro ai propri figli».

Leggere, dunque, fa bene, ed è importante scegliere cosa leggere in base al periodo che si sta attraversando, soprattutto se è un periodo ‘delicato’; in questi casi è prezioso l’aiuto dei librai o dei bibliotecari ed è anche importante ‘assaggiare’ i testi, sfogliandoli e leggendo qualche riga qua e là.

Due terapiste di Londra, Ella Berthoud e Susan Elderkin, hanno pubblicato una guida per trovare le letture adatte alle varie problematiche, The novel cure, cioè La nuova cura e anche La cura del romanzo, che contiene l’indicazione di libri dalle virtù terapeutiche come Tess dei d’Hubervilles, per chi si sente stressato e privo di ideali, o Bartleby lo scrivano di Herman Melville, per chi ha perso il lavoro.

In Italia il volume è pubblicato con il titolo Curarsi con i libri – Rimedi letterari per ogni malanno.

Fonti
Redazione online; www.biblioterapia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *