Binge eating e night eating: una minaccia al successo della chirurgia bariatrica? 17 settembre 2015

A cura di Rossella Bossa, medico psicoterapista, Milano

Binge eating e night eating: una minaccia al successo della chirurgia bariatrica?

Le persone che richiedono di sottoporsi a intervento bariatrico sono spesso affette da disturbi del comportamento alimentare come il binge eating (BED) e il night eating (NES), a loro volta associati a una sensazione di perdita di controllo nell’assunzione del cibo. Questo disturbi comportamentali non inficiano il risultato dell’intervento, anzi, possono migliorare dopo l’intervento, ma occorre l’impegno di professionisti e pazienti.

Alcuni ricercatori hanno condotto una revisione critica dei dati di letteratura per valutare se alcuni disturbi del comportamento alimentare, come il binge eating (BED o disturbo da alimentazione incontrollata) e il night eating (NES o tendenza all’assunzione notturna di cibo), spesso associati alla sensazione di perdita di controllo (LOC), potessero compromettere il successo dell’intervento di chirurgia bariatrica.

I dati hanno confermato che la presenza di questi disturbi prima dell’intervento non compromette i risultati dello stesso. Del resto era abbastanza intuitivo, in quanto una persona diventa obesa anche a causa di stili alimentari disadattivi. I ricercatori hanno riscontrato, in una buona percentuale di casi, una riduzione dei comportamenti alimentari disadattivi (BED, NES e LOC) dopo l’intervento, ma nei casi di persistenza di tali comportamenti, la perdita di peso risultava compromessa.
In alcune persone, i disturbi del comportamento alimentare dopo l’intervento si manifestano diversamente da prima. Non essendo più possibile una vera e propria “abbuffata”, a causa della comparsa di fastidiosi sintomi (per esempio nausea o vomito), l’assunzione incontrollata di cibo può avvenire in altri modi, come il grazing (piluccare di continuo) oppure il chewing/spitting (masticare il cibo e poi sputarlo). In questo modo si riguadagna peso senza consapevolezza, senza capire come sia potuto accadere, con tutto ciò che ne consegue in termini di frustrazione e senso di fallimento. (Ai “furbetti” che masticano il cibo per poi sputarlo, ricordiamo che la prima digestione avviene in bocca… ).

In alcuni casi si è osservata la comparsa di anoressia nervosa dopo l’intervento. La paura di fallire rischia quindi di far cadere nell’eccesso opposto.
Il persistere di comportamenti alimentari disadattivi dopo l’intervento dimostra che la percezione della fame e della sazietà è un fenomeno complesso, che non dipende solo da segnali periferici, come lo stato di ripienezza gastrica, ma anche dalla nostra mente e dagli stati d’animo. Per questo i risultati dell’intervento bariatrico non sono scontati, occorre consapevolezza e determinazione per cambiare stile di vita. Meglio ricorrere all’aiuto di un team di esperti (nutrizionisti, psicologi, internisti) piuttosto che fare di testa propria, compromettendo i risultati di questa grande occasione.

 

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Fonti

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