Il carciofo: depura il fegato, è diuretico e protegge i vasi dal deposito di grassi 20 gennaio 2015

Il carciofo: depura il fegato, è diuretico e protegge i vasi dal deposito di grassi

Ricco di fibre, tra cui l’inulina, di minerali (ferro, potassio, fosforo e calcio), di vitamine (C, B1 e B3) e soprattutto di acidi organici e polifenoli, tra cui la cinarina, il carciofo ha proprietà epatoprotettive, antinfiammatorie e anti-dispeptiche. Inoltre, favorisce la produzione di bile e migliora la metabolizzazione del colesterolo e dei grassi. Sono le foglie mature la parte più ricca di principi attivi.

In fitoterapia vengono prescritti abitualmente estratti di foglie del carciofo con la funzione di stimolare la digestione, migliorare il metabolismo del colesterolo e fornire una serie di sostanze ad attività protettiva sull’endotelio dell’apparato cardiovascolare. Sono da preferirsi le forme in compresse anziché l’infuso, che spesso risulta troppo amaro e variabile nel contenuto di principi attivi.

Coltivato soprattutto in Italia, Francia e Spagna, il carciofo (Cynara scolymus, fam Asteraceae) è una delle più antiche piante medicinali e anche delle più benefiche per la salute. Consumato già dagli antichi Egiziani e apprezzato da tanti studiosi di botanica, è solo nel periodo rinascimentale che se ne intensifica la selezione e la coltivazione.

 

La curiosità
Il carciofo prende il nome di Cynara in quanto Lucio Giulio Moderato Columella, un famoso scrittore romano di tematiche agricole (De Rustica, I sec d. C) era solito concimare i suoi carciofi con la cenere.

Diverse varietà, con spine e senza spine
Buona parte della produzione italiana è rappresentata dalla varietà Violetto di Catania, senza spine, così come il carciofo di Paestum. Non spinosi sono anche il carciofo romanesco, di colore verde scuro-viola, di bella forma grossa e sferica, ideale per essere cucinato ripieno, e il carciofo di Empoli, di un colore verde più brillante, venato di giallo. Spinoso è invece il Violetto di Toscana che ha una forma in genere più piccola e affusolata.
composizione del carciofo unavitasumisura

   Fonte: Firenzuoli F – I colori della salute. Tecniche Nuove, 2012

Fonte eccellente di fibre e poche calorie
Il carciofo, inteso come alimento fresco ha un contenuto calorico molto basso poiché la maggior quantità di carboidrati si trova sotto forma di inulina, una fibra amidacea ricca di zuccheri che non viene però utilizzata per il metabolismo energetico. Questo rende i carciofi freschi un alimento adatto anche alle persone diabetiche; è stato dimostrato che l’inulina è in grado di favorire il controllo dello zucchero nel sangue. Perché ciò si verifichi però, i carciofi devono essere freschi, in quanto si è scoperto che se rimangono troppo a lungo in magazzino o nel frigorifero, l’inulina si scompone in altri zuccheri.

 

Stimolante del sistema epato-renale con spiccata azione coleretica
Gli estratti ricavati dalle foglie mature del carciofo sono molto ricchi di principi attivi come l’acido caffeico e i suoi composti tra cui la cinarina, l’acido clorogenico, alcuni glicosidi, tutti principi attivi la cui funzione primaria è quella di stimolare l’efficienza metabolica del fegato (azione coleretica). È stato dimostrato che questa attività riesce ad aumentare notevolmente il flusso della bile, migliorando in questo modo le funzioni intestinali e la digestione dei grassi alimentari. Grazie alla loro azione decongestionante, le sostanze coleretiche come quelle contenute nel carciofo sono molto utili nel trattamento dell’epatite e di altre malattie del fegato. Inoltre, sono in grado di abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Numerosi studi hanno documentato l’efficacia e la sicurezza degli estratti di carciofo nel trattamento di disfunzioni epato-biliari e problemi gastro-digestivi come la sensazione di pienezza, la perdita di appetito, nausea o dolori addominali. Alcuni studi ne hanno evidenziato l’utilità nel ridurre la sintomatologia in soggetti con sindrome del colon irritabile.

 

Benefico per la parete dei vasi
Gli estratti delle foglie di carciofo non sono raccomandati solo per disordini epatici ma anche nella prevenzione dell’aterosclerosi e dell’iperlipidemia (eccesso di grassi nel sangue). È stato dimostrato che gli estratti di foglia di carciofo migliorano il funzionamento delle cellule endoteliali che rivestono le pareti dei vasi.

Uno studio della Johannes Gutenberg University di Magonza, pubblicato sulla rivista “Molecules” ha evidenziato l’azione benefica a livello circolatorio degli estratti di carciofo già documentata in altri studi precedenti; alcune sostanze in esso contenute (clanidina, luteolina e soprattutto cinarina) hanno evidenziato un’azione antinfiammatoria che aiuta a proteggere la parete di vene e arterie.

 

Consigli per la scelta, la conservazione e la cottura

  • Quando si scelgono i carciofi freschi, è bene fare attenzione che le foglie esterne siano spesse, carnose e “stridenti” al tatto, ben chiuse le une con le altre; sono da evitare i carciofi le cui foglie appaiano separate, secche o legnose, avvizzite, annerite o con macchie scure in punta (danni da freddo).
  • Nonostante l’aspetto coriaceo e robusto, i carciofi deperiscono rapidamente. Freschi, possono essere conservati per 4-5 giorni, in un sacchetto per alimenti, senza lavarli o spuntarli, riposti nello scomparto del frigorifero per la verdura. Stessa durata per i carciofi cotti che vanno messi in frigorifero dopo essere stati raffreddati.
  • Per tagliare le punte e le cime delle foglie è meglio usare un coltello di acciaio inox.
  • Per evitare che le parti tagliate anneriscano potete strofinarle con succo di limone oppure immergere tutti i carciofi in acqua fredda a cui avrete aggiunto un succo di limone o aceto.
  • I carciofi possono essere cotti al forno, al vapore, lessati o freschi tagliati fini fini. Sono buoni sia caldi che freddi.

 

 

Fonti
ARTICOLI
– Xia N et al – Artichoke, cynarin and cyanidin downregulate the expression of inducible nitric oxide synthase in human coronary smooth muscle cells. Molecules 2014 Mar 24;19(3):3654-68
– Wider B et al – Artichoke leaf extract for treating hypercholesterolaemia. Cochrane Database Syst Rev 2013 Mar 28;3
– Negro D et al – Polyphenol compounds in artichoke plant tissues and varietiesJ Food Sci 2012 Feb;77(2):C244-52
– Kulza M –Artichoke–herbal drugPrzegl Lek 2012;69(10):1122-6
– Bundy R et al – Artichoke leaf extract reduces symptoms of irritable bowel syndrome and improves quality of life in otherwise healthy volunteers suffering from concomitant dyspepsia: a subset analysis. J Altern Complement Med 2004 Aug;10(4):667-9
– Wegener T, Fintelmann V – Pharmacological properties and therapeutic profile of artichoke (Cynara scolymus L.)Wien Med Wochenschr 1999;149(8-10):241-7

LIBRI
– Firenzuoli F – I colori della salute. Tecniche Nuove, 2012
– 
Il Farmacista 2012 – Conoscere e consigliare la fitoterapia. Tecniche Nuove, 2012
– 
Brigo B – Medicina Naturale dalla A alla Z. Tecniche Nuove, 2006
– 
Valnet J – Cura delle malattie con ortaggi, frutta e cereali. Giunti Ed, 2004