Chirurgia bariatrica: partito il nuovo Centro di Santa Maria Nuova 23 settembre 2014

Per gli obesi la chirurgia bariatrica non deve essere l’ultima spiaggia

Eseguiti sotto i miglior auspici i primi interventi di chirurgia bariatrica nell’ospedale di Santa Maria Nuova (ASL 10 Firenze) dove, dal primo di settembre del 2014, è in funzione il nuovo Centro multidisciplinare per la terapia chirurgica dell’obesità grave che operava sin dal 1991 all’ospedale di Careggi.

Quali sono i vantaggi di questo spostamento per i pazienti? I vantaggi pratici sono evidenti: poter operare nel centro di Firenze ha consentito di non disperdere un patrimonio professionale e di mantenere una specialità molto importante per tutti coloro che, affetti da forme gravi di obesità, rispondono a tutti i requisiti per essere sottoposti a un delicato intervento di chirurgia bariatrica, per ridurre le numerose complicazioni correlate al notevole eccesso di peso.
 
La nuova struttura di chirurgia bariatrica e metabolica dell’ospedale di Santa Maria Nuova fa capo al dottor Marcello Lucchese che dirigeva già il centro dell’Ospedale di Careggi. Vi opera un team multidisciplinare che comprende: 4 medici chirurghi, 1 anestesista, 1 dietista, 1 endocrinologo e 1 psichiatra. Al momento garantisce l’esecuzione di circa 8 interventi alla settimana che vengono eseguiti il lunedì e il giovedì ma nell’arco di un anno si prevede di poter raggiungere all’incirca i 300 interventi annui, un numero leggermente superiore rispetto a quello dei pazienti che si trovano attualmente in lista di attesa che si aggira intorno ai 12 mesi.
 
La chirurgia bariatrica è l’unico trattamento in grado di determinare una perdita di peso significativa nel lungo termine in soggetti obesi patologici (in caso di obesità patologica). La crescente evoluzione delle procedure di chirurgia bariatrica ha consentito di abbassare il tasso di mortalità allo stesso basso livello associato alle procedure chirurgiche più comuni.

La chirurgia bariatrica non è indicata in tutti i soggetti obesi indistintamente ma in casi di obesità patologica selezionati e solo dopo che le terapie dietetiche e mediche non abbiano dato i risultati sperati.

Solo un chirurgo specializzato nella chirurgia dell’obesità può valutare se un soggetto obeso patologico possa o meno sottoporsi a chirurgia bariatrica e suggerire quale intervento sia il più indicato per il quadro generale della persona. I principali interventi chirurgici consistono in bypass gastrico, bendaggio gastrico, diversione bilio-pancreatica, “restrizioni dello stomaco” (Sleeve Gastrectomy), in laparoscopia e richiedono un periodo di degenza che in media varia da 2 a 4 giorni, in rapporto alla gravità e salvo complicanze.

L’obesità grave, infatti, è spesso associata a malattie debilitanti e pericolose, con un forte impatto anche sulla qualità di vita del paziente e di chi gli sta vicino. Non si tratta, quindi, di un problema estetico, come qualcuno ancora si ostina a credere – o quanto meno non solo ed anche questo non è un aspetto da sottovalutare, come le altre conseguenze psicologiche.
L’obesità rappresenta un serio rischio per la salute con complicazioni sul piano sociale e lavorativo: difficoltà respiratorie, insufficienza venosa cronica e vene varicose, difficoltà di deambulazione, mal di schiena, dolori articolari, astenia, malattie cutanee. E poi dietro l’angolo il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, epatopatie, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, dislipidemie, apnea notturna, sindrome dell’ovaio policistico della donna, anche alcune forme di tumore. Il cuore è costretto a un surplus di lavoro e l’insufficienza cardiaca, l’infarto, l’ictus sono in agguato.

L’intervento bariatrico viene preso in considerazione dopo un’ accurata valutazione del soggetto da parte di un team multidisciplinare che comprende chirurgo bariatrico, anestesista, endocrinologo, dietista, gastroenterologo, pneumologo, cardiologo, psicologo e/o psichiatra.

 

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