Clinica Chirurgica degli Ospedali Riuniti di Ancona, Marche 23 febbraio 2016

La chirurgia dell’obesità rappresenta oggi l’unico approccio con un’efficacia duratura per il trattamento dell’obesità grave (obesità patologica). Le indicazioni alla chirurgia bariatrica possono essere estese in presenza di altre malattie metaboliche (comorbidità) in particolare il diabete mellito di tipo 2 che spesso si associa all’obesità (diabesità).


Giovanni LezocheLa chirurgia bariatrica è l’unica opzione in grado di comportare un notevole calo ponderale e, soprattutto, di mantenerlo in massima parte, per un lunghissimo periodo di tempo se non per tutta la vita; consente anche una migliore qualità della vita della persona operata (e di chi gli sta vicino) e un netto miglioramento o addirittura la scomparsa delle patologie associate (comorbilità) come il diabete di tipo 2. Tutto ciò dimezza di fatto, gli esorbitanti costi sociali, diretti e indiretti, dell’obesità e delle malattie ad essa correlate. Per tutte queste ragioni, il trattamento chirurgico dell’obesità grave, agli inizi assai discusso da molti e rifiutato di principio dai più, è, oggi, diventato una realtà ampiamente consolidata e condivisa.

Ne abbiamo parlato con il prof. Giovanni Lezoche della Clinica Chirurgica degli Ospedali Riuniti di Ancona.

  1. L’obesità rappresenta una delle principali sfide che la Sanità si trova oggi ad affrontare. Com’è la situazione in una regione come le Marche?

La nostra regione è, come tutte le altre regioni italiane, afflitta da questa piaga che porta e porterà sempre più ad un aumento dei costi sanitari nei prossimi decenni. Attualmente rappresentiamo il centro regionale di riferimento per la cura dell’obesità patologica e i nostri pazienti vengono seguiti attraverso un PDTA (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) che abbiamo costituito all’interno della nostra azienda sanitaria.

 

  1. La crescente prevalenza dell’obesità grave suggerisce che la sola dieta, anche associata ad un programma di attività fisica, non sia sufficiente per invertire la tendenza, e così?

Purtroppo la dieta molto spesso risulta essere insufficiente contro questa malattia, ma rappresenta sempre un primo punto di partenza, fondamentale, dal quale si comincia attraverso un costante controllo medico; nei casi in cui la dieta non sia riuscita a dare risultati soddisfacenti, si valuta l’approccio chirurgico al problema, se la persona risponde ai requisiti indispensabili per questo tipo di approccio.

 

  1. Esistono farmaci efficaci contro l’obesità?

Purtroppo la risposta dell’industria farmaceutica oggi non è ancora in grado di produrre farmaci efficaci contro questa malattia, ma la ricerca sta facendo grossi passi avanti e nei prossimi decenni ci aspettiamo molto da questo campo di ricerca.

 

  1. Quale ruolo ha in questo contesto la chirurgia bariatrica? E’ un approccio indicato per tutti?

Oggi la chirurgia bariatrica risulta essere l’unica risposta efficace a lungo termine per i pazienti affetti da questa malattia, ma voglio sottolineare che rappresenta una parte di un percorso impegnativo che il paziente deve affrontare per sconfiggere l’obesità, in particolare l’attività fisica (non per forza intesa come attività sportiva) e la dieta nel delicato periodo conseguente all’intervento (percorso e follow-up post-operatorio). Per ogni paziente devono essere valutati i rischi e i benefici della chirurgia bariatrica e ciò ci fa capire che non tutti possono essere sottoposti a questo tipo di approccio, che ovviamente, come tutta la chirurgia, può comportare dei rischi.

 

  1. E’ vero che spesso le donne vi richiedono un intervento di chirurgia bariatrica solo per motivi estetici?

Spesso questa chirurgia viene confusa per una chirurgia con finalità estetiche. Mi soffermo molto a precisare con le pazienti che ciò non è assolutamente vero. La ragione per cui si decide di affrontare questo lungo e impegnativo percorso è unicamente per migliorare la salute del corpo; ciò comporterà, di conseguenza, anche una miglior qualità di vita e probabilmente miglioramenti estetici. Per quest’ultimo punto è un po’ più complicata la questione perché a seguito dell’importante perdita di peso si può assistere a un apparente “invecchiamento” del volto dovuto alla minor rotondità dei lineamenti del viso che delineavano un habitus obeso.

 

  1. Di quali aspetti occorre tenere conto nella scelta dell’intervento chirurgico?

Oggi ancora non esiste un intervento Gold Standard per tutti i pazienti, ma è sempre importante considerare che tipo di obesità abbiamo di fronte e quali sono le abitudini di vita della persona in questione.

 

  1. La scelta dell’intervento viene condivisa con il paziente e con l’intero team di cura?

Il team sicuramente studia quali possono essere i migliori approcci di chirurgia bariatrica a cui sottoporre il paziente, ma una volta valutati i migliori per lui, mi piace coinvolgere la persona facendola partecipare attivamente alla scelta dell’intervento più adatto. Sottolineo questo aspetto perché sarà poi la persona stessa che dovrà “convivere”, anche tutta la vita, con l’intervento bariatrico deciso per/con lei.

 

  1. Con i dati oggi disponibili si può affermare la superiorità di un intervento rispetto ad altri?

Sicuramente Sleeve e Gastric-by-pass rappresentano gli interventi più praticati al mondo e hanno mostrato ottimi risultati. Ma al giorno d’oggi ancora non c’è un intervento superiore agli altri. Nei grandi obesi, in particolare, si può rendere necessaria l’esecuzione di interventi malassorbitivi, ma questo tipo di approccio nel nostro centro ancora non lo abbiamo cominciato a trattare.

 

  1. Gli interventi più efficaci sono anche quelli gravati da maggiori complicanze. Richiedono modificazioni più drastiche dello stile di vita? A chi li riservate?

Non sempre quelli più efficaci hanno maggior complicanze. Questo concetto in chirurgia bariatrica va molto rivisto. Sicuramente il cambiamento dello stile di vita è fondamentale e se il paziente non è disposto a farlo molto difficilmente lo candidiamo all’intervento chirurgico. Per questo nel periodo pre-operatorio ci sono colloqui approfonditi anche per l’aspetto psicologico del percorso bariatrico, che sono fondamentali per valutare quanto il soggetto sia disposto a cambiare e/o a mettersi in gioco.

 

  1. Gli attuali interventi di chirurgia bariatrica vengono pianificati con tecnica laparoscopica. Perché? Quali sono i vantaggi di questo approccio?

La chirurgia bariatrica è nata molto prima della diffusione della chirurgia laparoscopica. Il “matrimonio” di queste due discipline ha portato a risultati incredibili fino a pochi anni fa. Ovviamente dobbiamo ringraziare l’avanzamento della tecnologia che ha reso tutto ciò possibile. La laparoscopia permette di “entrare” dentro il nostro corpo mediante piccolissimi tagli della parete addominale (circa 5 – 12 mm), e come ben sappiamo nei soggetti obesi in questa zona ritroviamo grandi depositi di adipe. La chirurgia bariatrica quando eseguita attraverso ampie incisioni addominali, oltre che a rendere molto più lungo il periodo di cicatrizzazione post-operatorio, porta quasi sicuramente a complicanze come grosse ernie post-chirurgiche molto difficili da trattare.

 

  1. Che cosa si intende per Centro per il trattamento integrato dell’obesità?

Si intende un Ospedale, come il nostro Centro, dove lavorano più specialisti che si dedicano a questo tipo di patologia. In particolare il gruppo di esperti include: chirurgo, dietista, dietologo, anestesista, endocrinologo, pneumologo, chirurgo plastico, anestesista, psicologo ecc. Queste figure professionali attraverso la cooperazione tra loro offrono il miglior percorso terapeutico per il paziente affetto da obesità.

 

  1. Com’è nato e com’è strutturato il Centro?

Il nostro centro è nato attraverso una collaborazione tra l’azienda ospedaliera “Ospedali Riuniti” di Ancona e l’Università Politecnica delle Marche UNIVPM sia per finalità assistenziali che di ricerca scientifica. Il dipartimento di Clinica Chirurgica presso il quale lavoro in qualità di ricercatore e dirigente medico, Diretto dal Prof. Mario Guerrieri, è stato uno dei primi centri che si è occupato di chirurgia laparoscopica avanzata in Italia, e quindi, mi è sembrato naturale far partire l’attività di chirurgica bariatrica. La mia esperienza in questa disciplina l’ho maturata a Londra presso l’Ospedale universitario UCLH, dove per oltre un anno mi sono potuto dedicare completamente a questo tipo di chirurgia.

 

  1. Che tipo di interventi eseguite?

Nel nostro centro eseguiamo Sleeve gastrectomy, Gastric-by pass e Banding (Bendaggio gastrico). Questi tre interventi chirurgici rappresentano, a mio giudizio, i trattamenti più efficaci che la chirurgia bariatrica ci offre.

 

  1. I pazienti che arrivano al vostro Centro per una prima visita sono già informati? Hanno una buona determinazione? Che tipo di rapporto si crea tra il team di cura e la persona obesa?

Oggi il paziente che si rivolge al centro è spesso un paziente che è già informato dei vari trattamenti che esistono per questo tipo di patologia. E’ sempre mia premura incontrare più volte il paziente prima dell’intervento perché le domande sono tante e voglio che sia informato il più possibile prima di sottoporsi a qualsiasi intervento chirurgico. E’ fondamentale avere la massima fiducia del paziente, perché questo oggi rappresenta uno dei modi per ottenere risultati positivi.

 

  1. Come si svolge la prima visita presso la vostra Struttura e il percorso di preparazione all’intervento?

Il paziente può essere reclutato attraverso i vari specialisti del team (chirurgo, nutrizionista, endocrinologo) che poi lo indirizzeranno ai colleghi per la valutazione specialistica e, una volta che si è completato la fase diagnostica, il gruppo multidisciplinare si riunirà per discutere collegialmente la migliore cura a cui sottoporre ogni candidato.

 

  1. Quali specialisti fanno parte del team di cura?

Il gruppo di esperti include: chirurgo, dietista, dietologo, anestesista, endocrinologo, pneumologo, chirurgo plastico, anestesista, psicologo, epatologo, endoscopista e altri esperti che vengono interpellati caso per caso.

 

  1. Quanto incide l’approvazione e il sostegno dei familiari più stretti per la motivazione del paziente per tutto il percorso bariatrico ?

Questo aspetto è molto importante e va sempre tenuto conto già dalla fase iniziale: l’avere il sostegno della famiglia nel percorrere questo percorso, rappresenta uno step spesso irrinunciabile. Per questo motivo mi piace incontrare il paziente con i suoi familiari e discuterne anche insieme a loro.

 

  1. Come si svolge la fase del post-operatorio?

Per protocollo ospedaliero abbiamo deciso di far passare al paziente operato le prime 12-24 ore in una terapia semi-intensiva dopodiché la persona operata viene trasferita nel nostro reparto di clinica chirurgica. Cerchiamo di mobilizzare il paziente nelle primissime ore dall’intervento e la sera stessa già comincia a bere liquidi. In genere il ricovero dura complessivamente dai due ai quattro giorni.

 

  1. Organizzate degli incontri di auto-aiuto tra i pazienti? Quali finalità hanno?

Questa è una bellissima iniziativa che purtroppo ancora non è partita nel nostro centro ma spero possa diventare presto realtà.

 

  1. Avete anche un reparto/divisione di chirurgia plastica ricostruttiva post-bariatrica? Parlate di questa opportunità/esigenza sin dalla prima visita, prima dell’intervento per la riduzione del peso?

Il nostro centro si avvale di una divisione di chirurgia plastica dedicata a questo tipo di attività. In genere non mi piace parlare subito dell’intervento plastico perché può distogliere dal focus principale che deve essere l’intervento bariatrico. Dopo circa un anno dall’intervento chirurgico e dopo una buona perdita di peso facciamo valutare al chirurgo plastico i pazienti che possono beneficiare della chirurgia plastica.

 

  1. In conclusione, quali sono gli obiettivi futuri della vostra struttura di eccellenza?

I nostri obiettivi sono quelli di andare avanti con la nostra attività e collezionare risultati che siano sempre apprezzati dai nostri pazienti e dai loro familiari. Ovviamente anche la ricerca scientifica rappresenta un campo fondamentale che oggi risulta essere tra i più stimolanti della medicina e della chirurgia.

 

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