Con l’obesità raddoppia il rischio di artrite reumatoide 9 giugno 2012

A Berlino si è svolto un simposio dedicato all’impatto delle malattie reumatiche sui pazienti e alle conseguenze che causano sul lavoro e sull’economia, in considerazione del fatto che con l’obesità raddoppia il rischio di artrite reumatoide. Sean Sullivan, presidente dell’Ihpm (Institute of Health and Productivity Management) spiega: «L’obesità aumenta di 1,2 volte il rischio di soffrire di artrite reumatoide; si tratta di un fattore di rischio importante ma che è ancora sottovalutato.
Secondo le ultime stime, l’obesità passerà nel decennio 2005-2015 da 400 a 700 milioni di persone colpite nel mondo, con un +75% che non tiene conto del “semplice” sovrappeso. Questo può dare un’idea del problema legato anche alle altre patologie favorite dall’obesità, che possono incidere pesantemente sulla produttività dei lavoratori».
Il reumatologo tedesco, Klaus Krüger, affronta invece il problema del rapporto dei malati di artrite reumatoide con i medici curanti: «Le visite oggi sono troppo brevi e questo rappresenta un’insidia importante in vista della gestione più corretta del malato e dell’offerta del miglior trattamento possibile. Nel caso dell’artrite reumatoide è fondamentale puntare su un trattamento personalizzato, che tenga conto anche delle preferenze del paziente. Anche la collaborazione tra i diversi specialisti è cruciale, considerato il problema delle comorbidità, come gli eventi cardiovascolari, che causano la morte del 30-50% dei malati di artrite reumatoide». Il simposio si è svolto in vista dell’annuale congresso Eular (The European League Against Rheumatism, Lega Europea contro le malattie Reumatiche) 2012.

Fonte:
EULAR – The European League Against Rheumatism Congress, Berlino 6-9 giugno 2012

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