Diabete: il modello di assistenza italiano fa calare la mortalità 12 aprile 2012

Uno studio guidato da Carlo Giorda, presidente dell’Amd (Associazione Medici Diabetologi), dimostra come il modello di assistenza italiano per le persone con diabete fa calare la mortalità di oltre il 40%.
La ricerca si è svolta a Torino, su oltre 31mila residenti nella città (il 3,5% dei torinesi) di età superiore ai 20 anni; ha dimostrato che le persone che sono state curate dal medico di famiglia e dai centri di diabetologia, osservando le modalità indicate dalle linee guida, hanno mostrato, rispetto ai pazienti che non sono stati assistiti anche dai centri diabetologici, una diminuzione del rischio relativo di mortalità per tutte le cause e per cause cardiovascolari di oltre il 40% e inferiore di circa il 26% del rischio di tumore. In caso di sola assistenza del medico di famiglia, anche gli altri rischi erano maggiori, da quelli relativi all’infarto del miocardio e all’ictus (del 30%), dall’amputazione degli arti inferiori (del 50% circa).
L’assistenza del centro diabetologico, affiancata al medico di base, fa quindi la differenza, allungando in maniera rilevante la sopravvivenza dei malati. La ricerca è durata di quattro anni ed è stata condotta da un gruppo di diabetologi ed epidemiologi della Regione Piemonte e del Dipartimento di Salute Pubblica dell’Università di Torino; è stata pubblicata sulla rivista online della Public Library of Science, PloS One.

Fonte:
Giorda Cet al – The Impact of Adherence to Screening Guidelines and of Diabetes Clinics Referral on Morbidity and Mortality in Diabetes. PLoS ONE 2012, 7(4)

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