Diabetici: il rischio cardiovascolare identificabile grazie a una ‘spia’ 3 ottobre 2012

È un ormone secreto esclusivamente dal tessuto adiposo che, secondo i risultati di uno studio italiano, sarebbe implicato nell’aumento del rischio di mortalità cardiovascolare per le persone con diabete di tipo 2, funzionando da ‘spia’.
La molecola si chiama Resistina ed è secreta in particolare dal grasso infiammato degli obesi perché viene prodotta proporzionalmente alla quantità di grasso, e, inibendo la produzione di insulina, costituirebbe il punto di contatto fra obesità e comparsa diabete.
La ricerca è di un team di studiosi Sid (Società Italiana di Diabetologia), ed è stata condotta su 359 pazienti dagli specialisti dell’Irccs Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo, in Puglia, nel corso del Ghs (Gargano Hearth Study) e del Gms (Gargano Mortality Study).
I pazienti del Ghs sono stati osservati dai ricercatori, coordinati da Vincenzo Tischitta, che ne hanno registrato gli eventi cardiovascolari, riuscendo a stabilire che la misurazione della resistina nel sangue aumenta la possibilità di prevedere il rischio cardiovascolare meglio dei fattori tradizionali: età, peso corporeo, pressione arteriosa, fumo, durata del diabete, ecc. Inoltre, analizzando la relazione fra i livelli di resistina e la mortalità generale di 779 partecipanti al Gms, gli studiosi sono riusciti a migliorare l’identificazione del rischio cardiovascolare e a correggere di conseguenza le terapie. Individuare la resistina potrebbe offrire la possibilità di diagnosticare precocemente il diabete di tipo 2 e una migliore stratificazione del rischio cardiovascolare.
La ricerca italiana è stata presentata nel corso del 48° Annual Meeting dell’Easd (European Association for the Study of Diabetes) che si è concluso nei giorni scorsi a Berlino.

Fonte
Sanità News ISS, 2 ottobre 2012

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