La storia di Lucrezia Bettini

Lucrezia Bettini

“La battaglia che non finisce, che non può finire. Odio l’obesità. È una malattia anti-estetica e antietica. La maggior parte della popolazione mondiale crepa di fame, e noi strabordiamo di grasso. Scoprire che non sono indolente e ingorda ma malata mi ha cambiato la vita. Mi ha aiutata a eliminare un po’ di sensi di colpa, ma la sostanza non è cambiata e difficilmente cambierà. Questa malattia è una guerra… che si combatte su due campi di battaglia estremamente vulnerabili: il corpo e la mente. Il corpo è martoriato, deformato, imbruttito… Progressivamente infragilito da un peso che non può sostenere. La psiche, e tutto ciò che da essa dipende – pensiero, emozioni, sentimenti – è alterata da un continuo susseguirsi di accuse, perdoni, sensi di colpa. La mia battaglia, la battaglia per conquistare me stessa, quella che vorrei essere, si chiama dieta… Combattuta ogni giorno fra tavola e palestra, in un fragile equilibrio di concessioni e privazioni. Ogni chilo perso è una vittoria, ogni goccia di sudore è una lacrima di frustrazione evitata. Vincerò? Lo spero. Ma non so se sarà mai una vittoria definitiva. Non so se sarà mai pace”.