In quanti giorni si altera il metabolismo mangiando junk food? 26 giugno 2015

Bastano davvero pochissimi giorni. Secondo un studio condotto dal Politecnico e dall’Università della Virginia di Blacksburg, Virginia, USA sono sufficienti soli 5 giorni di una dieta scorretta (soprattutto se in eccesso di grassi) per provocare alterazioni al metabolismo. Questo effetto – considerato il brevissimo intervallo di tempo – non è chiaramente evidente nel senso che non può essere accompagnato da un aumento di peso o da resistenza all’insulina. L’obiettivo degli sperimentatori era andare a indagare se questi rapidi microcambiamenti metabolici possano essere poi una potenziale base per predisporre a variazioni più evidenti ed importanti. In effetti, nel corso dello studio, i ricercatori hanno riscontrato un rallentamento nell’utilizzo di glucosio da parte dei muscoli, i principali responsabili dello smaltimento zuccherino; i muscoli normalmente possono utilizzare il glucosio come fonte di energia rapidamente disponibile oppure possono immagazzinarlo come riserva adiposa per utilizzarlo successivamente. In caso di alterazione del loro normale metabolismo si verrebbe a creare un accumulo di riserve che sarebbero difficili da smaltire soprattutto dalle persone che hanno uno stile di vita sedentario, aumentando quindi il rischio di un accumulo eccessivo di peso fino all’obesità conclamata.

 

Grassi: scegliere la qualità e limitare la quantità
La quantità di grassi che assicurano un buono stato di salute in un soggetto normopeso variano da persona a persona, a seconda del sesso, dell’età e dello stile di vita: una quantità indicativa per l’adulto è quella che apporta dal 20-25% delle calorie complessive della dieta (per soggetti prevalentemente sedentari) fino a un massimo del 35% (per soggetti con intensa attività fisica).

Tutti i grassi sono uguali sul piano dell’apporto di energia, ma sul piano della qualità i grassi possono essere molto diversi. Infatti varia la loro composizione chimica, e in particolare quella in acidi grassi, che possono essere acidi grassi saturi, insaturi, trans; questi ultimi sono i più pericolosi in quanto tendono a far innalzare il livello di colesterolo nel sangue, favorendo l’aumento del colesterolo cattivo LDL. I grassi trans sono presenti naturalmente nei prodotti di derivazione animale (carni e latte) e possono formarsi durante alcuni trattamenti industriali dei grassi vegetali e quindi trovarsi negli alimenti trasformati che li contengono.

La diversa qualità dei grassi può quindi avere effetti importanti sullo stato di nutrizione e di salute dell’uomo.

 

Fonte
– Anderson AS et al – Early Skeletal Muscle Adaptations to Short-Term High-Fat Diet in Humans Before Changes in Insulin Sensitivity. Obesity (2015) 23, 720–724
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SINU – Società Italiana di Nutrizione Umana
LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. IV Revisione, SICS, Milano, ottobre 2014