Quali trucchi ci sono per raggirare gli attacchi di fame emozionale? 19 settembre 2016

A cura del dr. Emanuel Mian, psicologo/psicoterapeuta

Innanzitutto sarebbe importante cercare di identificare la fonte delle proprie preoccupazioni che inducono per esempio al continuo sgranocchiamento.

Ogni volta che si sente un desiderio irrefrenabile e si sta per cedere a qualche tentazione fuori pasto, è utile prendere qualche secondo di tempo per provare a chiedersi se lo stimolo della fame è reale. Se la risposta è no (cioè se ci si accorge di stare scartando un cioccolatino perché ci si sente giù di morale), si può spostare il pensiero verso una serie di gratificazioni alternative al cibo come una passeggiata nel parco, una telefonata a un’amica, stendere il bucato, guardare i film in programmazione, mettere in ordine etc). Noi diciamo sempre ai nostri pazienti: “trova alternative in grado di darti quei “5 minuti di tempo”” per superare il momento compulsivo.

È bene non lasciare cibo in vista. Dopo ogni pasto, è consigliabile sparecchiare immediatamente la tavola, facendo sparire allo sguardo tutti gli avanzi, evitando così ogni tentazione di piluccamento.

Lavare i denti prima e subito dopo ogni pasto può aiutare a ridurre lo stimolo compulsivo.

Se si è invitati a pranzo o a cena e si sa che si mangerà molto, è meglio evitare di digiunare nel tentativo di risparmiare calorie saltando il pasto: il digiuno forzato amplifica la fame emotiva, rendendo in realtà più ingordi. Meglio concedersi un pasto leggero a base di cibi graditi, in quantità moderate.

Altro consiglio importante è quello di non intestardirsi a fare confronti. Ognuno di noi è diverso dall’altro: perfino tra fratelli, a parità di percorso di dimagrimento, di tipologia di intervento bariatrico, si possono osservare cambiamenti diversi, più o meno soddisfacenti.