FESS – Chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali e del naso 18 aprile 2014

Endomilano 2014

Endomilano 2014

Se n’è parlato estesamente in occasione di ENDOMILANO, Congresso mondiale di chirurgia endoscopica (14-17 aprile, 2014). Presentato il protocollo di  un nuovo studio multicentrico  in partenza per valutare l’impiego di acido ialuronico nei processi di rigenerazione cellulare delle mucose nasali nel post chirurgico.
La chirurgia endoscopica non ha certo bisogno di presentazioni; da tempo ormai se ne apprezzano i vantaggi rappresentati da interventi con modesta emorragia, durata contenuta, impatto minimo di cicatrici e un recupero post-operatorio più rapido.

LA CHIRURGIA FUNZIONALE ENDOSCOPICA DEI SENI PARANASALI E DEL NASO (FESS)
“La chirurgia endoscopica”,  spiega Paolo Castelnuovo – direttore della Clinica  ORL dell’Università dell’Insubria e organizzatore del 6° Congresso Mondiale di Chirurgia Endoscopica del cervello, della base cranica e della colonna vertebrale, e del 2° sulla FESS, chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali e del naso (Milano, 14-17 aprile 2014) – “consente un più accurato controllo degli atti chirurgici ed una maggiore sicurezza per il paziente e, se si parla di cranio e naso, non è semplicemente un’opzione ma rappresenta la tecnica d’elezione per numerose patologie di questo distretto anatomico. Gli interventi che si eseguono con questa tecnica, se necessario, possono essere anche ampiamente demolitivi, come nel caso di asportazione di neoformazioni maligne, ma, attraverso l’impiego di endoscopi a fibre ottiche, di telecamere e monitor televisivi per eseguire ogni manovra sulle strutture, la chirurgia endoscopica risulterà meno aggressiva, ed avrà quindi un decorso post-operatorio meno doloroso e fastidioso. Oggi la chirurgia del naso e dei seni paranasali rappresenta uno dei campi di maggior impiego delle tecniche endoscopiche” puntualizza Castelnuovo.
La FESS, chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali e del naso, è una tecnica mini-invasiva che utilizza come accesso le fosse nasali, e ha l’obiettivo di aprire le naturali vie di drenaggio delle secrezioni nasali quando, a causa di stati infiammatori cronici, quali rinite, sinusite o presenza di polipi, i seni paranasali sono impossibilitati a drenare adeguatamente il loro contenuto. In questi casi, infatti, le mucose nasali si presentano infiammate e ingrossate e le secrezioni nasali faticano a trovare una via d’uscita nelle strette vie di passaggio. Le secrezioni nasali restano intrappolate nei seni paranasali che diventano cronicamente infette creando un circolo vizioso che spesso neppure gli antibiotici riescono a debellare in modo definitivo.

“La chirurgia endonasale – afferma Alberto Macchi, Specialista in Otorinolaringoiatria dell’Università dell’Insubria – rispetto ad altre tecniche è quella meno traumatica nei confronti della mucosa nasale che, tuttavia, viene comunque danneggiata.”

 

LA COMPLESSITÁ DEL PERIODO POST-OPERATORIO
“Se la chirurgia endoscopica è affrontata con una certa serenità, il periodo postoperatorio e di guarigione della mucosa nasale è sicuramente più delicato; viene generalmente diviso in un periodo precoce, prime settimane, e tardivo, fino a 6 mesi ma anche 1 anno dall’intervento. La guarigione di una ferita è un processo molto complesso, che passa attraverso la formazione di un coagulo, una reazione infiammatoria, una risposta immunitaria e al rimodellamento dei tessuti”.
La formazione di croste costituisce un passaggio naturale verso la guarigione definitiva della mucosa, tuttavia la loro presenza determina inevitabilmente una riduzione del flusso aereo all’interno delle fosse nasali e, di conseguenza, anche un incremento della possibilità a sviluppare infezioni.

Questo può costituire un circolo vizioso portando ad una ridotta pulizia della mucosa nasale che a sua volta determina una maggiore formazione di croste. Nel corso degli anni sono stati sperimentati, in modo empirico, diverse soluzioni al fine di ridurre la formazione di croste e rimuoverle senza ottenere risultati soddisfacenti.

 

AL VIA UN NUOVO STUDIO CON L’ACIDO IALURONICO, MOLTO UTILI NELLA RIGENERAZIONE TISSUTALE
“Attualmente, aggiunge Macchi, l’utilizzo di acido ialuronico ad alto peso molecolare 9 mg, somministrato attraverso apposito device, ha ottenuto i risultati migliori nella risoluzione dei problemi del post chirurgico dimostrando di favorire i processi di drenaggio mucociliare e di ventilazione sinusale,  di agevolare un’adeguata riepitelizzazione, mantenendo l’apertura degli osti sinusali ed evitando la formazione di croste ed i problemi da queste create. Recenti studi hanno dimostrato come l’acido ialuronico ad alto peso molecolare al dosaggio di 9 mg agisca come un lubrificante delle mucose e che in alte concentrazioni sia in grado di espletare un ruolo terapeutico influenzando positivamente le funzioni cellulari e l’attività dei fattori di crescita. L’acido ialuronico è il primo trattamento che ha dimostrato di regolare le secrezioni e modulare la risposta infiammatoria divenendo il principale riferimento nel post chirurgico funzionale cosi come in quello estetico nasale” conclude lo specialista.

Sulla base di queste evidenze e, con l’obiettivo di elaborare specifiche linee di intervento condivise per un corretto decorso post operatorio, la comunità scientifica ha deciso di dare il via a uno studio multicentrico il cui protocollo viene presentato a ENDOMILANO.

Lo studio clinico prevede l’impiego di acido ialuronico 9 mg ad alto peso molecolare (Yabro®) in pazienti sottoposti a intervento di chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali e del naso, arruolerà oltre 300 pazienti e sarà condotto in centri ospedalieri in Italia, Svizzera e Germania.

Per informazioni
www.endomilano.com

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