Il corpo parla di noi… anche quando ci accarezziamo la pancia 7 dicembre 2014

pancia

Le donne in attesa, più o meno consciamente, accarezzano la propria pancia per dialogare con il bimbo che cresce dentro di loro. A parte questo periodo particolare della vita, le donne tendono a toccarsi meno di frequente la pancia rispetto agli uomini.
 
I maschietti, infatti, soprattutto quelli con il ventre un po’ pronunciato, non temono di accarezzarla in modo più o meno discreto anche in pubblico. Quando sono sazi, per esempio, indugiano spesso con le mani sulla pancia: un’espressione non verbale per manifestare la propria soddisfazione. Grazie a questa zona posizionata al centro del corpo inviano un messaggio subliminale e impongono la  loro presenza all’interlocutore o all’interno di un gruppo di lavoro o di un giro di amici.

La persona che si accarezza l’addome, uomo o donna che sia,
in modo inconscio vorrebbe sempre essere percepito
come un personaggio centrale.

 
Io sono l’autorità, sono orgoglioso di ciò che possiedo
È il messaggio non verbale che manda chi ama o usa appoggiare le mani sulla pancia o sulle anche. I pantaloni, che si allacciano proprio a livello dell’addome, sono il corrispettivo della cravatta o del colletto a livello della parola (“Sono io che porto la cravatta…. sono io che porto i pantaloni…. si dice nel gergo comune…. quindi ho io il potere di prendere le decisioni, ti prego di non dimenticarlo”).

Se ci si accarezza la zona dell’ombelico non si teme di essere “nell’ombelico del mondo”, è proprio il posto dove si vuole essere in quel momento mentre una sensazione di solletico nella parte sinistra della pancia esprime un atteggiamento più difensivo verso quello che si possiede: si sente la sfida del possesso come qualcosa di eccitante che solletica l’addome.
Una grattatina sulla destra: il corpo esprime la sua invidia
Secondo Philippe Turchet, esperto del linguaggio del corpo “La mano si dirige verso la parte destra della pancia quando un soggetto è posto di fronte a proprietà che non sono sue, oppure perché si trova in una situazione in cui si sente spodestato.” L’autore fa un esempio eclatante ovvero il caso di un uomo che vede il vicino o l’amico  arrivare con un’auto nuova, più bella e potente della propria. Ancora prima di esserne conscio, il corpo dell’uomo esprime la sua invidia per l’amico grattandosi l’addome.

 

Fonte
Turchet P – Il linguaggio universale del corpo. Comprendere l’essere umano attraverso la gestualità. Tecniche Nuove, 2012

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *