Il piatto unico aiuta a dimagrire 7 giugno 2011

Dal punto di vista nutrizionale, mangiare un unico cibo è più vantaggioso perché rende più rapidamente sazi consentendo così di limitare le calorie: questa la conclusione della ricerca di un gruppo di studiosi della Pennsylvania State University pubblicata sulla rivista Appetite.
A 48 persone è stato periodicamente proposto un menu composto da quattro diverse portate e un altro composto da un piatto unico: nelle stesse persone nel periodo in cui mangiavano il menu con portate diverse gli apporti calorici aumentavano del 60% rispetto a quando si alimentavano con il piatto unico.
Molto dipende, ovviamente, dal tipo di piatto unico, che per aiutare nel controllo delle calorie non deve essere ricco di grassi.
Gli stessi ricercatori americani hanno dimostrato che il consumo di pasta aumentava del 15% se veniva proposta in tre formati anziché in uno unico, anche se era quello preferito; è la ‘sazietà sensoriale specifica’, cioè il calo momentaneo del piacere che ci deriva da un alimento se questo viene consumato in abbondanza, che è dovuta probabilmente all’esigenza del nostro organismo di variare l’alimentazione per assimilare diversi elementi nutrizionali.
Per le persone che invece hanno scarso appetito, come gli anziani, è preferibile variare le portate, come dimostra un altro studio condotto in Gran Bretagna e pubblicato sul Journal of Human Nutrition and Dietetics.
A un gruppo di anziani stati proposti quattro diversi panini e quattro volte lo stesso panino: nel primo caso il consumo è stato più alto del 25%.
Paolo Simonetti, professore di Nutrizione della Collettività del Distam dell’Università degli Studi di Milano, osserva: «Il piatto unico, in mensa o al bar, consente un pasto rapido, meglio bilanciato e meno costoso ma è necessario ridurre gli alimenti molto calorici e ricchi di grassi saturi e colesterolo, come carne e uova, preferendo piatti con cereali, meglio se integrali con una buona capacità saziante, più verdure, legumi e a volte, pesce».

Fonte:
7 giugno 2011
, corriere.it

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