Il senso di colpa ci fa ingrassare o dimagrire? 27 aprile 2015

Il senso di colpa ci fa ingrassare o dimagrire?

Il cibo è vita. Un bisogno del corpo e dell’anima. Un pasto spiega tutto, o quasi, di noi. Il cibo e il mangiare sono spesso associati a sentimenti ambivalenti: piacere e divertimento, ma anche preoccupazione e senso di colpa.
Il senso di colpa può avere una tale forza da motivare a cambiare un comportamento, ma può anche suscitare sentimenti di impotenza e perdita di controllo, per esempio davanti all’idea di mangiare un cibo ad alto contenuto di zuccheri e grassi come un’invitante fetta di torta al cioccolato, per antonomasia il più desiderato e godurioso alimento, soprattutto per il sesso femminile… ma la domanda è, il senso di colpa che proviamo ci fa anche ingrassare? Che vi faccia piacere o meno, oggi il sospetto che avevamo è divenuta anche una realtà documentata scientificamente, grazie agli studi di due scienziate, Roeline Kuijer e Jessica Boyce dell’ Università di Canterbury in Nuova Zelanda.

Le due scienziate hanno misurato il peso di 300 donne fra i 18 e gli 86 anni interessate a dimagrire e hanno chiesto loro di narrare per iscritto come si sentivano dopo una simile ‘trasgressione’ alimentare. Il 27% delle donne ha ammesso di provare un senso di colpa mentre il 73% ha dichiarato di sentirsi felice di averlo fatto.

Dopo 18 mesi le 300 donne sono state richiamate per una nuova misurazione del peso corporeo; in questa occasione le due ricercatrici hanno osservato che – pur essendo aumentato il peso in tutte le donne, l’aumento ponderale era stato radicalmente superiore tra quelle che avevano dichiarato un senso di colpa mentre coloro che avevano goduto del dolce come un premio gradito avevano mantenuto o ridotto più facilmente il proprio peso.

Lo studio ha quindi dimostrato che esiste una correlazione tra un atteggiamento più morbido, “flessibile”, meno colpevolizzante nei confronti del cibo e la facilità nel perdere peso e anche nell’avere un’attitudine più positiva verso un’alimentazione sana da cui ogni tanto si può fare un piccolo sgarro, godendosela in pieno senza remore. Secondo le autrici questa correlazione potrebbe essere mediata dagli ormoni che determinano in quale misura l’energia in eccesso deve essere immagazzinata sotto forma di grasso.

 

Fonte
Kuijer RG, Boyce JA, Marshall EM – Associating a prototypical forbidden food item with guilt or celebration: relationships with indicators of (un)healthy eating and the moderating role of stress and depressive symptomsPsychol Health 2015;30(2):203-17

 

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