In Italia cresce l’aspettativa di vita ma anche l’obesità 18 marzo 2013

Gli Italiani sono più longevi di due anni, ma la qualità della loro vita e della loro salute è peggiorata negli anni a causa degli stili di vita sbagliati; sedentarietà, fumo e alimentazione non corretta influiscono infatti negativamente sulla vita degli Italiani: il 40% degli adulti non pratica nessun tipo di attività fisica e l’80% non mangia abbastanza frutta e verdura, con la conseguenza che la percentuale di persone in sovrappeso o obese nell’ultimo decennio è aumentata dal 42,4% al 44,5%, cioè di due punti percentuali.
Sono ancora diffusi, ma in calo, l’alcol e il fumo: nello stesso periodo la percentuale di fumatori è scesa dal 23,7% al 22,7%, un calo modesto nonostante le maggiori difficoltà che si incontrano a fumare a causa del divieto di fumo nei locali pubblici; fra i giovani però il fumo è sempre molto diffuso, così come l’alcol.

La vita in dieci anni si è allungata in media di due anni e la disparità fra uomini e donne si sta riducendo, ma per le donne non è buona la condizione in cui vivono un terzo della loro vita, soprattutto se abitano al Sud; compiuti infatti i 65 anni, le donne del Nord hanno un’aspettativa di vita in buone condizioni di salute di 10,4 anni, che per quelle del Sud scende a 7,3 anni. Le peggiori condizioni di salute risultano collegate a un più basso livello di estrazione sociale e d’istruzione.
Questi dati sono contenuti nel Bes 2013: il Benessere Equo e Sostenibile in Italia, il primo rapporto sullo stato di salute del paese, frutto della collaborazione fra Istat e Cnel, che è stato messo a punto per misurare il benessere delle persone, anche al di là delle questioni economiche.

 

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