L’ Indice di massa corporea da solo non basta 31 agosto 2013

classIMC“Il Bmi non riflette accuratamente la proporzione fra muscoli e tessuto grasso nel corpo, e non tiene conto del genere e delle differenze di razza fra le persone; inoltre, l’accumulo di grassi in alcune aree del corpo sembra dannoso, mentre in altre appare poco pericoloso”: questo scrivono Rexford Ahima e Mitchell Lazar della School of Medicine dell’University of Pennsylvania di Philadelphia, nell’editoriale pubblicato su Science.

Il Bmi (Body Mass Index, Indice di massa corporea), la formula inventata nel XIX secolo da Adolphe Quetelet, e utilizzata finora per valutare il grado di obesità, non sarebbe dunque più attuale, in quanto sono ormai numerosi gli studi che dimostrano come il solo Bmi non consenta di stabilire le condizioni di salute di un paziente.
Proseguono i ricercatori statunitensi: “È chiaro che c’è un bisogno urgente di mezzi accurati e pratici per misurare la composizione del corpo e i livelli degli ormoni, per individuare l’obesità e predire il rischio di morte. C’è il cosiddetto A Body Shape Index (Absi) che considera anche la circonferenza della vita, dove si accumula il grasso più dannoso, ma, a predire il rischio associato a obesità e sindrome metabolica, potrebbero servire anche altri parametri, come la misura dei cosiddetti ormoni dell’adipe, miochine e citochine”.

Due studi, uno pubblicato nel 2011, e uno quest’anno del Center for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, hanno documentato l’insufficiente affidabilità del Bmi dimostrando che i soggetti con Bmi fra 25 e 30, cioè sovrappeso, vivono in realtà più a lungo di quelli con Bmi ritenuto normale; anche l’attività fisica, è stato dimostrato da altri studi, abbassa la mortalità, a prescindere dall’indice di massa corporea.
Un Bmi normale non è invece, secondo Ahima e Lazar, garanzia di salute, perché potrebbe coprire una condizione nutrizionale povera, in quanto l’organismo non è in grado di assimilare alcune sostanze, come dimostra la stima che valuta nel 24% il numero di americani con Bmi normale ma profili metabolici squilibrati, dal colesterolo in eccesso alla resistenza all’insulina, o la metà delle persone sovrappeso ma con profili metabolici normali.

 

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