Interventi malassorbitivi 21 gennaio 2012

Le procedure chirurgiche malassorbitive, o interventi malassorbitivi, comportano una riduzione delle dimensioni dello stomaco e un marcato cambiamento del processo digestivo in modo tale da:

  • ridurre la quantità di cibo assunto in un solo pasto

  • assorbire una quantità significativamente minore del cibo assunto

  • assorbire una minore quantità di calorie.

In linea generale sono più invasive rispetto alle metodiche gastrorestrittive ma offrono maggiori probabilità di calo ponderale.

 

Appartengono a questa categoria tre procedure che differiscono tra loro per quanto concerne come e quando i succhi digestivi vengono a contatto con il cibo.

  1. Diversione biliopancreatica (Scopinaro) »
  2. Diversione biliopancreatica con Duodenal Switch »
  3. Diversione biliopancreatica con conservazione dello stomaco »

 

Qual è il meccanismo di azione di questi interventi per ottenere il calo di peso?

  • Le dimensioni dello stomaco vengono ridotte ma la tasca gastrica creata è molto più grande rispetto a quella ottenuta nelle altre procedure.
  • L’anatomia dell’intestino tenue viene modificata al fine di ritardare la digestione (i succhi biliari e pancreatici vengono reindirizzati in modo tale da mescolarsi con il cibo ingerito più vicino al centro e all’estremità dell’intestino tenue).
  • L’assorbimento di sostanze nutritive viene ridotto maggiormente che con un bypass gastrico.
  • Non solo si mangia meno ma si assorbe anche una minore quantità di calorie.

 

Quali sono le differenze rispetto agli interventi di tipo gastrorestrittivo?
Le principali differenze sono di impostazione metodologia, controlli clinici e di morbilità ovvero di insorgenza di complicanze durante l’intervento o nel periodo post-intervento.

  • Gli interventi malassorbitivi non richiedono una ridefinizione drastica dello stile di vita e delle abitudini alimentari-comportamentali dell’obeso (soprattutto in senso di quantità di introito di alimenti) anzi si fondano proprio sulla convinzione che in certi soggetti non sia possibile modificarle più di tanto. Alla persona operata di diversione si chiede di alimentarsi normalmente aumentando l’ingestione di alimenti nella quantità e soprattutto nella qualità di carne, pesce, formaggi, grassi.
  • L’impegno e la stretta adesione del paziente al percorso postoperatorio sono in questo caso fortemente richiesti per combattere la denutrizione e per affrontare al meglio inconvenienti dai risvolti pratici. Nel primo periodo dopo un intervento malassorbitivo si verificano infatti frequenti evacuazioni nell’arco della giornata che condizionano la qualità di vita della persona operata e di chi gli sta vicino.
  • Anche i controlli clinici previsti dopo l’intervento sono differenti tra le due metodiche chirurgiche. Dopo un intervento malassorbitivo di diversione biliopancreatica la persona operata dovrà concentrarsi sulla prevenzione e la cura delle complicanze derivanti dall’intestino più corto.
  • Le procedure malassorbitive sono più invasive rispetto agli interventi gastro-restrittivi dal punto di vista della tecnica operatoria e della successiva medicalizzazione ma lo sono meno sulle scelte di vita dell’obeso che decide di operarsi.

 

Avvertenze

  • Maggiore è la riduzione del peso corporeo ottenibile con questa tipologia di metodiche maggiore è il rischio di complicanze e di condizionamenti importanti sulla vita quotidiana post-operatoria, sia nel breve che nel lungo periodo.
  • Prima di intraprendere questo tipo di intervento è importante essere ben motivati e consapevoli che si tratta di una scelta impegnativa sia nel breve che nel lungo periodo ma che può dare risultati concreti, che possono fare la differenza. Altrettanto importante è parlarne approfonditamente con il proprio specialista o team di cura prima di prendere una decisione e di firmare il consenso informato.

NOTA BENE:
Il risultato atteso (calo ponderale e mantenimento nel tempo)
è strettamente correlato all’apprendimento e all’adesione a tempo indefinito delle nuove regole alimentari e comportamentali.

 

Fonti:
Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche , Consenso Informato; Capizzi D, Capizzi FD – Obesità e chirurgia, CG Edizioni Medico Scientifiche, Torino 2011