La chirurgia bariatrica è più efficace dei farmaci contro il diabete di tipo 2 27 marzo 2012

Una ricerca condotta a Roma su circa sessanta persone con forme di diabete avanzato e gravemente obese, da un’équipe composta da specialisti del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e del New York-Presbyterian/Weill Cornell Medical Center, ha dimostrato che la maggior parte dei pazienti che erano stati operati di by pass gastrico hanno potuto interrompere il trattamento farmacologico e hanno mantenuto la remissione della malattia per i due anni in cui si è svolto lo studio, al contrario di quello che è successo al gruppo di pazienti che hanno continuato la terapia farmacologica.
Autore senior della ricerca italoamericana è Francesco Rubino, direttore del Centro di Chirurgia Metabolica e Diabete del New York-Presbyterian/Weill Cornell Medical Center e ricercatore presso l’Istituto di Clinica Chirurgica della Cattolica di Roma, che spiega: «Anche se la chirurgia bariatrica è stata inizialmente concepita unicamente come terapia per la perdita di peso, è ormai chiaro che è un ottimo approccio per la cura del diabete e delle malattie metaboliche».

I pazienti sono stati divisi in tre gruppi: uno è stato trattato con la consueta terapia farmacologica, gli altri sono stati trattati chirurgicamente, una parte sottoposta a Bdp (diversione bilopancreatica) e l’altra a Rygb (bypass gastrico); dopo due anni, il 95% dei pazienti operati con Rygb sono andati in remissione del diabete, e l’hanno mantenuta, così come il 75% di quelli operati con bypass gastrico, mentre non si sono verificati casi di normalizzazione della glicemia in quelli trattati con terapia medica.
Secondo i risultati della ricerca, sarebbe quindi il diverso assetto dell’apparato gastrointestinale risultato dall’intervento chirurgico a spiegare la remissione del diabete, indipendentemente dalla diminuzione del peso o dall’età o dall’indice di massa corporea o dalla durata della malattia.
Inoltre, il trattamento chirurgico del diabete offre anche altri vantaggi, come sottolinea Geltrude Mingrone, autore della ricerca e direttore dell’Unità operativa di Patologie dell’Obesità al Policlinico Gemelli di Roma e docente presso l’Istituto di Medicina Interna e Geriatria alla Cattolica di Roma: «L’intervento chirurgico non solo migliora i livelli di zucchero nel sangue, ma riduce quelli del colesterolo totale, dei trigliceridi, e aumenta quello delle Hdl (il colesterolo buono), riducendo così il rischio cardiovascolare».
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nejm (New England Journal of Medicine).

Fonte: corriere.it, 27 marzo 2012

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