La dieta dopo la dieta: come non riprendere il peso perduto 24 luglio 2012

JAMAthe Journal of the American Medical Association ha pubblicato una ricerca condotta dal New Balance Foundation Obesity Prevention Center – Chldren Hospital di Boston, negli Stati Uniti, mirata a trovare un regime alimentare che non favorisca la ripresa dei chili persi dopo una dieta.
Sarebbe il calo del metabolismo di base, conseguente alla riduzione dell’apporto calorico previsto dalle diete, a favorire la ripresa dei chili e bisognerebbe quindi ridurre al massimo il calo del metabolismo ma senza provocare conseguenze sulla salute.
Gli studiosi statunitensi hanno diviso 21 giovani adulti che avevano perso dal 10 al 15% del loro peso seguendo diete tradizionali, in tre gruppi, che sono stati sottoposti a tre regimi alimentari diversi per composizione ma che comportavano lo stesso numero di calorie.
Le calorie del primo regime erano composte per il 60% da carboidrati, per il 20% da grassi e per il 20% da proteine, privilegiando i cereali, gli ortaggi e la frutta; quelle del secondo regime, a basso indice glicemico, erano composte dal 40% di carboidrati, dal 40% di grassi e dal 20% di proteine, sostituendo una parte degli alimenti amidacei con grassi salutari e legumi, ortaggi e frutta; l’ultimo regime era composto dal 60% di grassi, dal 30% di proteine e dal 10% di carboidrati, con una bassissima quantità quindi di questi ultimi.
L’esito dell’esperimento è stato che la dieta migliore per non riprendere i chili persi è risultata l’ultima, perché riduceva il metabolismo basale meno degli altri due (la prima dieta, quella con basso contenuto di grassi è risultata quella meno efficace, la seconda, una via di mezzo); ma la conseguenza di questa dieta è stato un aumento del livello di cortisolo nel sangue, indice di stress, e di quello della proteina C reattiva, indice di infiammazione, con possibile aumento del rischio cardiovascolare.
In conclusione, la dieta ideale per non riprendere il peso perso, è quella dove è garantito l’apporto di fibre vegetali che limitino l’incremento di glicemia e insulina dopo il pasto e che non riduca in maniera eccessiva la quantità di grassi e carboidrati: una dieta equilibrata.
«La composizione della dieta di ‘mantenimento’ è fondamentale per limitare il rischio di recuperare il peso dopo il dimagrimento. La ricerca dimostra che non è vero che una caloria è sempre una caloria, qualunque sia l’alimento utilizzato.
Alcuni alimenti, infatti stimolano il metabolismo energetico più di altri; tra questi, danno un contributo significativo non solo i cibi ricchi di proteine, ma anche quelli ricchi in fibre (i legumi o alcuni cereali integrali come avena, orzo e segale, molte verdure e frutta) in grado, tra l’altro, di incrementare l’azione della leptina, l’ormone che aiuta a limitare la fame e ad aumentare il metabolismo basale», questo il commento del presidente del Corso di Laurea Magistrale in Nutrizione Umana dell’Università di Napoli, Gabriele Riccardi.

Fonte:
Ebbeling CB et al – Effects of Dietary Composition on Energy Expenditure During Weight-Loss Maintenance.
JAMA 2012;307(24):2627-2634

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