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La piramide alimentare dopo un intervento bariatrico 8 settembre 2016

Monica GiuffrèIntervista alla d.ssa Monica Giuffrè, Biologa Nutrizionista presso l’U.O. Chirurgia Generale e Bariatrica Istituto di cura Città di Pavia di cui è responsabile dal gennaio 2016 il dr. Vincenzo Borrelli che coordina un’équipe multidisciplinare composta da due chirurghi, una nutrizionista e due psicologhe che con le loro diverse professionalità garantiscono il supporto necessario ai pazienti impegnati a sconfiggere l’obesità.

 

 

Dott.ssa Giuffrè, combattere l’obesità è un lavoro di squadra?

Certamente si. All’Istituto di Cura della Città di Pavia si lavora in squadra, con un approccio multidisciplinare; il chirurgo bariatrico, nel nostro caso il dr. Vincenzo Borrelli, è sempre affiancato da un nutrizionista e da uno psicologo insieme ad altri specialisti (anestesista, diabetologo/endocrinologo, pneumologo, nefrologo, chirurgo plastico postbariatrico, etc) che lavorano in sinergia, in base alle singole necessità. Tutto questo per garantire al singolo paziente il percorso terapeutico più appropriato e la miglior cura possibile dove per cura si intende non solo il dimagrimento ottenibile con gli interventi di chirurgia bariatrica o percorsi di riabilitazione nutrizionale ma anche la ricostruzione fisica della propria immagine corporea successiva a un dimagrimento importante e il follow up (visite di controllo) negli anni successivi.

 

L’intervento chirurgico, quindi, non funziona da solo?

Infatti, ogni intervento chirurgico, per soddisfare ogni obiettivo, deve essere sempre supportato da un’alimentazione corretta, che per molti soggetti è tutta da imparare. Da una parte l’intervento bariatrico, sia restrittivo che malassorbitivo, determina nella persona un precoce senso di sazietà e questo porta a ridurre le quantità e a mangiare di meno, dall’altra parte, dopo un intervento il paziente deve imparare a collaborare e a mangiare in modo corretto. E’ un pò come se dovesse essere svezzato per la seconda volta e non per tutti è una situazione facile anche se nelle visite preliminari se ne parla molto con i nostri pazienti. Le persone operate con intervento bariatrico (e spesso anche chi gli sta vicino) devono cambiare le proprie abitudini alimentari, informarsi e conoscere i vari nutrienti, saper scegliere gli alimenti giusti e saper aderire anche nel lungo termine in modo più consapevole a una nuova dieta equilibrata, cosa che non hanno fatto per tanti anni, associando anche un programma di attività fisica, magari cominciando da zero perché sino ad allora si è vissuto in modo del tutto sedentario.

 

Subito dopo l’intervento, fornite al paziente delle norme di comportamento?

Esattamente. Nell’immediato post-operatorio, quando il paziente è ancora ricoverato, forniamo ai nostri pazienti delle vere e proprie Linee Guida su dieta e stile di vita, specifiche per l’intervento a cui è stato sottoposto, a cui il paziente dovrà attenersi nei mesi a venire, per garantire:

  • un calo ponderale soddisfacente e che duri nel tempo;
  • l’aderenza a una corretta alimentazione anche nel lungo termine e non solo nel breve periodo;
  • la prevenzione da eventuali carenze nutrizionali, che possono comparire dopo alcuni tipi di interventi come quelli malassorbitivi.

 

Tra le raccomandazioni che fornite ci sono delle regole generali che valgono per tutti i tipi di interventi?

Si, una parte delle indicazioni che forniamo ai pazienti sono generali e quindi valide per tutti; si tratta di regole e di corrette abitudini da imparare e da seguire con serietà. Le principali sono le seguenti:

  1. Fare 3 pasti principali e solo 2 spuntini. Si raccomanda di mangiare a tavola, seduti e con tutto ben apparecchiato. Occorre concentrarsi al momento del pasto.
  2. Consumare il pasto molto lentamente, masticando con cura e non è sempre un compito facile ma occorre riuscirci perché è un aspetto davvero molto importante. Imparare a fare una pausa tra un boccone e l’altro può aiutare.
  3. Non bere e mangiare in contemporanea. Nella tasca dello stomaco che è stata creata o il paziente mette i liquidi o mette il cibo, non può mettere entrambi altrimenti rischia di vomitare.
  4. Imparare a capire quando si è sazi. L’intervento provoca un senso di sazietà molto precoce ma non tutti i pazienti sono in grado di percepirlo nel momento giusto. E’ importante non sforzarsi a mangiare di più, una volta raggiunto il senso di sazietà. Basta un boccone in più per avere poi singhiozzo, sensazione di nausea, vomito e altri fastidiosi sintomi.
  5. Privilegiare alimenti di consistenza solida (superate le prime quattro settimane dall’intervento) quindi imparare a masticare molto lentamente tutto ciò che è solido e non tutto ciò che scende più facilmente tipo creme, passati, formaggi cremosi etc
  6. Evitare gli zuccheri semplici (dolci, merendine, snack etc), le bevande gassate e gli alcolici che alcuni sottovalutano e che invece contengono parecchie calorie.
  7. Evitare di spiluccare tra un pasto e l’altro (è bene ricordare che è sbagliato mangiare poco e spesso per questo tipo di pazienti!).

piramide alimentare dopo interventi bariatrici

 

Ci parli della piramide alimentare dopo gli interventi bariatrici? Che cos’è? Perché l’ha creata? In che cosa si differenzia rispetto a quella “classica”?

La piramide alimentare post-bariatrica è uno strumento un po’ diverso rispetto a quella “classica” perché è stata studiata ad hoc per i pazienti che sono stati operati con intervento bariatrico o metabolico. E’ uno strumento semplice ma molto utile e pratico, di facile consultazione per il paziente. Suggerisce le scelte alimentari giornaliere nella fase del post-intervento.

Alla base della piramide quindi al primo piano sono visibili le ‘buone abitudini’ che il paziente operato deve adottare quasi da subito: svolgere attività fisica giornaliera, bere almeno 1,5 litro di acqua al giorno, masticare sempre accuratamente ed assumere gli integratori di minerali e vitamine secondo prescrizione.

Al secondo piano – al contrario della piramide alimentare tradizionale – non abbiamo i carboidrati ma abbiamo le proteine. Perché? Perché la perdita di peso a cui vanno incontro i pazienti è notevole e molto veloce, non è detto che si riesca a perdere solo massa grassa, più spesso inevitabilmente si perde anche massa magra, per cui per cercare di preservare la massa magra i pazienti devono rigorosamente cercare di implementare il consumo di proteine, cosa – peraltro – non semplicissima. Avere a disposizione questo strumento semplice e visivo aiuta il paziente a ricordare che almeno uno dei pasti principali deve essere a base di proteine: solo carne, solo pesce, solo uova, solo formaggio. Non sono previsti né carboidrati né verdura come contorno.

Al terzo piano abbiamo frutta e verdura per l’apporto prezioso di fibre, vitamine e minerali. Al penultimo scalino i carboidrati e all’apice, gli alimenti da limitare al massimo: bibite gassate, dolci e condimenti grassi.
Riferimenti bibliografici

– Moizé VL et al – Nutritional Pyramid for Post-gastric Bypass PatientsObes Surg 2010; 20: 1133-1141

– Papailou J, Albanopoulos K, Toutouzas KG, et al – Morbid Obesity and sleeve Gastrectomy: how does it work? Obes Surg. 2010: 1448-55

– Melissas J, Koukouraki S, et al. – Sleeve Gastrectomy: a restrictive procedure? Obes Surg 2007; 17: 57-62

– Antje Dammas Machado, Asja Friedrich, Klaus Michael Kramer, et al – Pre- and Postoperative Nutritional deficiencies in obese patients undergoing laparoscopic sleeve gastrectomy. Obes Surg 2012 22: 881-889