Speciali UVSM

Migliorare le relazioni con l’assertività 23 agosto 2012

di Rossella Bossa, specialista in psicoterapia comportamentale-cognitiva 

Perché occuparsi dell’assertività? Ad esempio per uno di questi motivi:

  • Ti senti sfiduciato, afflitto e incapace di portare a termine qualunque cosa: un compito, una relazione affettiva, un obiettivo?
  • Devi sforzarti per esprimerti e far sentire la tua opinione?
  • E’ difficile per te far sapere agli altri quali sono i tuoi reali desideri?
  • Ti fai trascinare dagli altri e non prendi mai tu l’iniziativa?
  • Ti senti “l’ultima ruota del carro”?
  • Vuoi sempre averla vinta a tutti i costi?

Forse sei poco assertivo. Ma cosa significa assertività?
E’ un termine che deriva dall’anglosassone “assertiveness” e consiste nella capacità dell’individuo di riconoscere i propri bisogni, sentimenti, desideri, diritti, cercando di affermarli all’interno del contesto in cui è inserito, senza essere passivo ma senza prevaricare, mantenendo buone relazioni con gli altri attraverso una comunicazione chiara, diretta e al tempo stesso coerente e completa, sia sul piano verbale sia su quello non verbale.

L’assertività è  una competenza relazionale che influenza profondamente le relazioni interpersonali. E’ uno stile comunicativo che si pone come alternativa adattiva agli stili passivo e aggressivo. Lo stile passivo è caratterizzato dalla tendenza al ritiro sociale o dalla dipendenza, ne è un esempio colui che antepone i bisogni e le esigenze altrui alle proprie, che ha difficoltà ad esprimere il proprio punto di vista, specie se in contrasto con quello degli altri, tende a rimanere in disparte per evitare conflittualità o il rischio di complicazioni e disagio. Il soggetto aggressivo tende invece ad essere invadente, a prevaricare gli altri e ad anteporre le proprie esigenze a quelle altrui, così facendo riesce ad ottenere in genere ciò che vuole, ma a scapito dell’adeguatezza delle relazioni.  E’ difficile essere assertivi sempre; ognuno di noi può adottare uno stile differente a seconda della situazione. Quante volte siamo noi stessi ad ammettere di essere stati aggressivi con una persona più remissiva, che sappiamo accetta tutto di noi, mentre tendiamo a comportarci in modo passivo con persone autorevoli verso le quali proviamo soggezione, oppure quando desideriamo l’approvazione/accettazione di qualcuno a tutti i costi.

Passività e aggressività si possono sostanzialmente considerare due facce della stessa medaglia, le persone che adottano questi stili comunicativi non sono mai in una situazione di equilibrio. Immaginiamo ad esempio una persona che ha subito molti torti (ha sempre subito passivamente i comportamenti altrui); ad un certo momento potrebbe avere una reazione di rabbia e virare verso una risposta aggressiva e non controllata, che si rivelerà in ogni caso perdente.

La comunicazione assertiva diventa una vera e propria filosofia di vita, che ha come fulcro un sano rispetto di sé. La persona assertiva è disposta a mettersi in discussione e si pone in relazione cooperativa con l’altro, non sentendosi attaccata ma contando su una solida autostima anche dinnanzi alle incomprensioni e alle difficoltà.

Gli studiosi sono concordi nell’identificare gli elementi principali che costituiscono l’assertività:

  • la difesa dei propri diritti (vai alla scheda dei diritti)
  • la capacità di esprimere i propri sentimenti
  • l’iniziativa
  • l’indipendenza
  • la capacità di interazione sociale

Ostacoli al comportamento assertivo
Alcuni schemi di pensiero disfunzionale ostacolano il comportamento assertivo. Ecco alcuni esempi, noti modi di dire, che condizionano i nostri comportamenti e la relazione con gli altri:

  • la miglior difesa è l’attacco
  • bisogna mostrarsi forti altrimenti gli altri se ne approfittano
  • chi fa da se fa per tre
  • tanto è tutto inutile…

Idee che stimolano un comportamento assertivo:

  • Posso migliorare
  • Si può imparare dai propri sbagli
  • Sono responsabile del mio comportamento
  • Posso chiedere aiuto

Per migliorare la vostra assertività potete affidarvi a un esperto nella conduzione di training assertivi, tuttavia non sempre è necessario un approccio così specifico e approfondito, può essere utile anche leggere un libro ed esercitarsi (Vai al questionario per la valutazione dell’assertività).

 

Fonte
Meneghelli A – Assertività e training assertivo. F Angeli
Anchisi R – Non solo comunicare. Ed Cortina