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Obesità: 100 mila nuovi casi ogni anno in Italia 5 febbraio 2016

Sono quasi 200mila le persone in sovrappeso e oltre 100mila i nuovi obesi in Italia ogni anno, per un totale che supera oggi la notevole cifra di 27 milioni di persone obese o sovrappeso, quasi il 60% degli Italiani adulti. Notevole è l’impatto economico di questa malattia tra costi sanitari, calo di produttività, assenteismo, mortalità precoce.
Sono solo due degli aspetti fotografati nel documento “Il burden of disease dell’obesità in Italia”, realizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation e illustrato in conferenza stampa a Roma, in Palazzo Ferrajoli, in occasione della presentazione del nuovo farmaco a base del principio attivo liraglutide che favorisce la perdita di peso. Il farmaco, approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) americana e dalla European Medicine Agency (EMA), è dispensabile su prescrizione medica ed è disponibile dalla fine del 2015 nelle farmacie italiane in soluzione iniettabile in penne preriempite pronte all’uso.

Obesità: 100 mila nuovi casi ogni anno in Italia 

1 italiano su 10 è obeso (10,4%)
L’obesità è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e dall’American Medical Association (AMA) come una malattia cronica, complessa e multifattoriale condizionata da fattori genetici, fisiologici, ambientali e psicologici.

L’obesità si associa e complica molte malattie che possono, interagendo tra loro, ridurre la qualità di vita e produrre un netto aumento del rischio di mortalità della persona obesa. Tra gli adulti colpisce con maggiore frequenza gli uomini in particolare nella fascia di età 55-74 anni. L’obesità prevale nelle Regioni del Sud d’Italia (Basilicata: 14,2%; Molise 12,8%) rispetto a quelle del Nord (Liguria 9,6%; Piemonte 8.4%). L’Italia è tra i primi posti tra i Paesi Europei per obesità infantile con una prevalenza di bambini obesi ( 8-9 anni) del 9.8%.

 

Un crescente impatto socio-economico e sulla qualità di vita
“Sovrappeso e obesità sono in continua crescita nel nostro Paese”, spiega Antonio Nicolucci, Presidente del Center for Outcomes Research and Clinical Epidemiology (CORE) e coordinatore del Board sul Burden of disease dell’obesità di IBDO Foundation. “Secondo ISTAT – ricorda Nicolucci – fra il 2001 e il 2010 sono cresciuti di circa due milioni gli Italiani in sovrappeso e di oltre un milione quelli francamente obesi..”

In Italia, la spesa sanitaria relativa all’eccesso di peso costa circa 4.5 miliardi di euro l’anno e il costo indiretto è stimabile intorno ai 9 miliardi di euro. Una persona con obesità grave/molto grave costa 450-550 euro in più all’anno rispetto a una persona normopeso e il costo maggiore si rileva nella fascia di età tra i 45 e i 64 anni. Una persona con obesità patologica ha un rischio triplicato di ospedalizzazione rispetto alla popolazione generale.

 

Il rischio di gravi complicanze
“La questione è seria, perché nonostante nel comune sentire si tenda a considerare l’eccesso di peso, e persino l’obesità, ancora come una condizione puramente estetica, l’obesità è una vera e propria malattia”, dice Antonio Caretto, Presidente ADI-Associazione Italiana di Dietetica e nutrizione clinica. “L’obesità è causa di aumentato rischio di diabete di tipo 2, di ipertensione, ipercolesterolemia, malattie cardiovascolari, apnee notturne, insufficienza renale e di alcune forme di tumore; essere sovrappeso od obesi riduce il benessere psicologico, determina un impatto negativo sulla funzionalità fisica, con diminuzione della capacità di compiere anche le più semplici attività quotidiane, e sulla funzionalità sociale, con depressione, distress, cattiva qualità di vita,” aggiunge.

L’eccesso di peso rappresenta la causa principale di diabete tipo 2 tanto che l’OMS ha coniato da tempo il termine “diabesità” a sua volta associato a un più elevato rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre è responsabile di disabilità e difficoltà nello svolgimento delle attività della vita quotidiana. I dati Istat 2013, rielaborati nel rapporto IBDO, evidenziano una crescita progressiva della percentuale di persone che, al crescere del peso corporeo, riportano difficoltà funzionali in diverse aree: 1 obeso su 3 non riesce a chinarsi o a salire una rampa di scale, 1 su 5 percorre con difficoltà 200 metri e via via sino a non essere in grado di fare il bagno o alzarsi dal letto, vestirsi, sollevarsi da una sedia.

“L’obesità è una vera e propria malattia sociale – spiega Nicolucci. Sempre secondo i dati Istat 2013, infatti, il benessere psicologico si riduce significativamente all’aumentare del livello di eccesso ponderale e, secondo l’OCSE, l’Italia è uno dei Paesi con più alto indice di disparità socioeconomica legata all’obesità: una donna con basso livello di scolarità presenta un rischio di sovrappeso tre volte maggiore rispetto a una donna con maggiore scolarità, mentre per gli uomini l’eccesso di rischio da bassa scolarità è soltanto del 30%, ma comunque fra i più alti.”

 

Disponibile da fine 2015 nelle farmacie, su prescrizione medica, il nuovo farmaco a base del principio attivo liraglutide in soluzione iniettabile, che favorisce la perdita di peso
“Sino ad oggi l’obesità è stata una malattia piuttosto orfana di cure – dice Paolo Sbraccia, Presidente SIO-Società Italiana dell’Obesità. Erano più di 10 anni che si attendeva un nuovo farmaco, ora finalmente è disponibile. Liraglutide è un analogo del GLP-1 che si è dimostrato efficace nel trattamento del sovrappeso e dell’obesità. È un farmaco ‘intelligente’, questo perché interagisce con uno specifico interruttore nel cervello che regola l’appetito1,2. È efficace e sicuro, dotato di un meccanismo d’azione specifico per la riduzione del peso.”

Il farmaco è indicato in associazione a una dieta povera di calorie e ad aumento dell’attività fisica per la gestione del peso corporeo in persone adulte con un Indice di Massa Corporea (IMC) iniziale superiore o uguale a 30 kg/m² (obesi) oppure uguale o superiore a 27 kg/m² (sovrappeso), in presenza di almeno una co-morbidità correlata al peso come disglicemia (pre-diabete o diabete mellito tipo 2), ipertensione, dislipidemia o apnea ostruttiva nel sonno. Si somministra per via sottocutanea, una volta al giorno, indipendentemente dai pasti.

Liraglutide riduce il peso corporeo prevalentemente attraverso la perdita di massa grassa, regola l’appetito aumentando le sensazioni di pienezza e di sazietà e diminuendo contemporaneamente le sensazioni di fame e di desiderio di consumo di cibo, inducendo quindi una riduzione dell’apporto di cibo.

 

Fonti

– Comunicato stampa CS: “Obesità, il peso della malattia, le novità e le cure” – 26 gennaio 2016, ore 11.30, Palazzo Ferrajoli, Roma

– Van Can J et al – Effects of the once-daily GLP-1 analog liraglutide on gastric emptying, glycemic parameters, appetite and energy metabolism in obese, non-diabetic adults. International Journal of Obesity 2014; 38:784-793

– Secher A et al – The arcuate nucleus mediates GLP-1 receptor agonist liraglutide-dependent weight loss. J Clin Invest 2014; 124:4473-4488

– Pi-Sunyer X et al; for the SCALE Obesity and Prediabetes NN8022-1839 Study Group. A randomized, controlled trial of 3.0 mg of liraglutide in weight management. N Engl J Med 2015; 373(1):11-22 and supplementary appendix

– Autori Vari – Il burden of disease dell’obesità in Italia. Health Policy in Non-communicable disease. Speciale 2015, N. 1

– Sbraccia P – Obesità: una spesa sanitaria che pesa. IHPB – Italian Health Policy Brief, Anno IV, N. 4, 2014

– ADI – Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica – Manifesto delle criticità in nutrizione clinica e preventiva: le prime dieci sfide italiane (2015 – 2018). Italian Health Policy Brief, Anno V, Speciale 2015

EASO 2015 Milan Declaration – Un documento sulla lotta all’obesità presentato a Expo 2015. Italian Health Policy Brief, Anno V, Speciale 2015