Obesità in continua crescita: un seminario per diffondere la chirurgia bariatrica 12 settembre 2013

Circa il 30% degli oltre sei milioni di Italiani obesi potrebbero avvalersi dei progressi della chirurgia bariatrica ma sono ancora pochi quelli che vi si sottopongono; questo problema è emerso nel corso del seminario che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, fra giornalisti ed esperti della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche, Sicob.

Sarebbero mezzo miliardo, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le persone sovrappeso nel mondo, la maggior parte delle quali (300mila), donne; sottolinea il presidente emerito Sicob, Pietro Forestieri: «Si tratta di un’emergenza in forte crescita in tutto il pianeta, ma nel nostro paese esistono luoghi comuni duri a morire sulla chirurgia bariatrica che ne condizionano la diffusione».

Il presidente Sicob, Marcello Lucchese, spiega, infatti: «Nel nostro paese, a differenza del resto d’Europa, i centri specializzati sono solo un centinaio, eppure, fin dagli anni ’90 siamo ai vertici mondiali in questa specialità. Il problema è che si sottovalutano i benefici, medici ed economici, della chirurgia bariatrica, evidenziandone solo i rischi. Numerosi studi e ricerche internazionali, invece, hanno dimostrato come la mortalità legata a questi interventi sia inferiore all’1%».

Il numero di interventi è ancora più basso al Sud, dove invece l’incidenza dell’obesità è più alta, come precisa il presidente dell’International Federation for the Surgery of Obesity and Metabolic Desorders (Ifso), Luigi Angrisani: «Solo un intervento su sette è eseguito nelle regioni meridionali, un numero in netto contrasto con i dati epidemiologici nazionali, che sottolineano come siano proprio gli abitanti del Mezzogiorno con maggiori problemi di grave sovrappeso».

 

Fonte
Agenzia Informazione Sanità »

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