Storie e Testimonianze

Obesità in famiglia 20 gennaio 2012

Tra ereditarietà e comportamenti alimentari scorretti

Il 62% dei rispondenti ha dichiarato di avere in famiglia almeno un componente in una condizione di sovrappeso (74 casi su 119). In particolare, nel 47% dei casi è la madre, mentre nel 30% il padre.

 

Questi dati potrebbero far pensare che sovrappeso e obesità possano “tramandarsi” in famiglia e che in particolare il peso eccessivo di un familiare possa sfociare in obesità nella generazione successiva.
Questa “ereditarietà” potrebbe essere frutto di una vera e propria modificazione epigenetica, cosa che avviene in una parte dei casi, ma anche di comportamenti alimentari scorretti che si protraggono e tramandano di generazione in generazione.
Andando a valutare cosa succede nella terza generazione (ovvero i figli dei protagonisti delle storie, presenti in 80 delle 149 storie raccolte), si nota che solo nel 17% dei casi (14 su 80) almeno uno dei figli viene definito “paffutello” (e in uno solo di questi viene definito “ grasso”), indice del fatto che il genitore obeso tende a controllare il peso con molta attenzione:
“Il primo figlio, buon per lui, non ingrassa, agli altri, che tendono ad aumentare, cerca di insegnare la buona alimentazione e se capita qualche periodo un po’ di più si va subito dal mio nutrizionista prima che si arrivi all’obesità… senza farli sentire fanatici della linea, ma in modo che sappiano che con la salute non si scherza e che è umano che qualche volta capiti di ingrassare un po’, ma che poi si deve subito ritornare in riga affidandosi alla struttura giusta e mai al fai da te”.

La fatica che l’obeso incontra nell’attraversare la sua vita,
nel gestire i rapporti con gli altri e il suo lavoro… è questo il fattore
che rende il genitore molto attento, cercando di risparmiare al figlio le situazioni
e in alcuni casi le umiliazioni che si sono poste come ostacoli davanti a lui.