Obesità infantile, nuova commissione istituita dall’OMS per un approccio globale 22 gennaio 2015

Obesità infantile, nuova commissione istituita dall’OMS per un approccio globale

Bambini sempre più in sovrappeso ed obesi in molti paesi del mondo, in particolare a basso e medio reddito. L’OMS ha di recente calcolato che entro il 2025 l’obesità infantile aumenterà del 40%: dai 42 milioni del 2013 ai 70 milioni previsti tra dieci anni. Oltre ai notevoli rischi per la salute che l’obesità (e le malattie associate) porta con sé, l’eccesso di peso in tenera età ha un impatto negativo sulla capacità dei bambini di partecipare ad attività educative e ricreative, e implica un notevole peso economico sia a livello familiare che sociale. L’appello dell’Oms: “Serve uno sforzo comune” per contrastare in modo efficace questa tendenza.
 
Una commissione ad hoc per sensibilizzare e fornire risposte globali
Proprio per pianificare una strategia comune che possa dare un taglio all’emergenza obesità e diabesità (è ben noto che obesità e diabete sono spesso associati), il Direttore Generale dell’OMS Margaret Chan ha di recente costituito una Commissione di 15 esperti di altissimo livello per lavorare su questo tema di grande interesse socio-sanitario. Partendo dal presupposto che nessuna disciplina possa da sola veramente combattere l’obesità infantile, la Commissione ha riunito scienziati sociali, esperti di sanità pubblica, scienziati clinici ed economisti per costruire un piano d’azione globale.

“Il ruolo della Commissione è quello di fornire il razionale per cui affrontare la questione deve essere una priorità globale e fornire soluzioni basate sull’evidenza per sconfiggere l’epidemia di obesità infantile.” ha sottolineato il co-presidente della commissione Peter Gluckman, capo consigliere scientifico del primo ministro della Nuova Zelanda.

 
Il primo position statement internazionale per la chirurgia bariatrica in ambito pediatrico
Già da tempo è stato dimostrato in letteratura scientifica che un intervento precoce di chirurgia bariatrica in una selezione accurata di bambini o adolescenti con obesità grave può ridurre in modo estremamente evidente il rischio di obesità in età adulta e le complicanze associate. Questo tipo di intervento inoltre sembra essere un approccio con un buon rapporto costo/beneficio se si considerano gli anni guadagnati con una buona qualità di vita. Finora, i criteri per sottoporre i piccoli e giovani pazienti a questo tipo di interventi erano ancora controversi, al contrario di quelli per gli adulti, sia per considerazioni di tipo etico che per mancanza di dati a lungo termine. Negli ultimi anni, tuttavia, sono stati pubblicati numerosi lavori e raccolti dati aggiornati sufficienti per formulare dei criteri soddisfacenti dal punto di vista clinico. Così per la prima volta, un Comitato di 12 esperti coordinato da Valerio Nobili, responsabile di malattie epato-metaboliche all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha delineato un Position Statement internazionale di riferimento. Tali linee guida sono state appena pubblicate (gennaio 2015) sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, l’organo ufficiale della Società europea per la gastroenterologia pediatrica, l’epatologia e la nutrizione (ESPGHAN) e di quella nordamericana (NASPGHAN). In un prossimo futuro sarà quindi possibile ricorrere a un intervento chirurgico per la riduzione dell’obesità anche nei bambini e negli adolescenti che rispondano a criteri univoci e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale. Le strategie educative, dietetiche e comportamentali rimangono di fondamentale importanza, ma non in tutti i casi, purtroppo, consentono di controllare il problema. La chirurgia bariatrica offre quindi un importante approccio alternativo e precoce per ridurre il peso in quei piccoli soggetti cha manifestano grave obesità con seri rischi per la propria salute futura.

 
Per alcuni, ma non per tutti, come per gli adulti
Sulla base delle evidenze scientifiche raccolte, il Position Statement delinea un approccio internazionale standardizzato alla chirurgia dell’obesità in pediatria, che deve limitarsi a due gruppi di soggetti: bambini con Indice di Massa Corporea (IMC o BMI) pari o superiore a 40 (obesità patologica) e bambini con un Indice di Massa Corporea tra 35 e 40 (obesità grave) associata a fegato grasso o ad altre gravi patologie mediche correlate all’obesità (diabete, ipertensione, apnee notturne).

 

 

Fonti
– Nobili, Valerio et al – Indications and Limitations of Bariatric Intervention in Severely Obese Children and Adolescents With and Without Non-alcoholic Steatohepatitis: the ESPGHAN Hepatology Committee Position Statement. Journal of Pediatric Gastroenterology & Nutrition: Post Acceptance: January 15, 2015
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Bambini sempre più ‘extra-large’. OMS: “Entro 2025 obesità infantile aumenterà del 40%”.

 

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