I pasti troppo rapidi non fanno bene e fanno ingrassare 10 maggio 2013

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Secondo i nutrizionisti bisognerebbe mangiare con calma, e dedicare mezz’ora per consumare la colazione del mattino, e un’ora per ciascuno dei due pasti principali; invece, la maggioranza degli Italiani (tre su quattro) per mangiare impiega la metà del tempo ottimale, con la conseguenza che si mastica meno, si gustano meno i cibi, il senso di sazietà finisce presto e la fame ritorna: questa la conclusione dell’indagine annuale condotta dall’Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica). Inoltre, la tendenza è di dedicare ancora meno tempo ai pasti, soprattutto a quello di metà giornata.

Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione Adi e coordinatore scientifico dell’Osservatorio, spiega: «L’indagine è stata condotta sugli adulti in età lavorativa, per cui è chiaro che per molti la pausa pranzo è forzatamente breve e ci si rilassa un po’ di più solo per cena. Il guaio è che colazione e pranzo trangugiati in fretta non saziano, così si rischia di arrivare a sera affamati, peggiorando ulteriormente la situazione: una cena pesante, magari a tarda ora e ingurgitata a tempo di record, rende la digestione difficile in un momento in cui si ha bisogno di stare leggeri per favorire un riposo tranquillo.
Dormire poco e male, peraltro, ‘sballa’ l’equilibrio degli ormoni coinvolti nella regolazione dell’appetito, come grelina e leptina, e porta a mangiare di più il giorno dopo: un circolo vizioso da cui può diventare difficile uscire, favorendo l’aumento di peso». Dall’indagine, che ha coinvolto 800 persone rappresentative della popolazione italiana, è risultato che il 75% delle persone impiega meno di 15 minuti per fare colazione, per il pranzo la metà non supera i 30 minuti, e il 20% addirittura impiega meno di 15 minuti; risulta anche che i soggetti obesi o sovrappeso sono anche quelli che impiegano meno tempo a mangiare.

Osserva Fatati: «Non prestare troppa attenzione a quel che si butta giù e non gustare il cibo perché non ci si prende il tempo necessario per assaporarlo riduce la sensazione di sazietà e induce a mangiare di più; non solo, il cibo è anche un piacere, e l’equilibrio fra fame e sazietà dipende anche da quanto ci sentiamo contenti e appagati da ciò che abbiamo mangiato, per tutti questi motivi la rapidità si traduce nella tendenza a introdurre più calorie.
Per conciliare fretta e alimentazione equilibrata bisogna applicare la regola dei cinque pasti: oltre a colazione, pranzo e cena, sì a uno spuntino leggero al mattino e a metà pomeriggio; aiuta a ridurre la fame quando ci si siede a tavola, e non a caso la ‘regola’ è più seguita da chi non ha problemi di linea. Purtroppo sono ancora pochi gli Italiani che mangiano (poco) cinque volte al giorno: solo un quarto fanno una pausa snack al pomeriggio e appena uno su dieci la fanno al mattino».

 

Fonte
Osservatorio Nestlé-Fondazione ADI dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, 2013

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