Per studiare l’obesità oggi sappiamo … che pesci pigliare! 16 luglio 2015

pesce messicano (Caracide) molto grasso  - unavitasumisura

La propensione all’aumento di peso è considerata dannosa per la salute umana moderna. Tuttavia, in condizioni ambientali in cui i nutrienti sono limitanti, questa caratteristica può essere molto utile all’adattamento.

 

Un pesce messicano (Caracide) molto grasso ma in perfetta salute è stato a lungo studiato da ricercatori del Dipartimento di Genetica dell’Harvard Medical School. Si è così scoperto che questo pesce, che vive nelle profondità delle grotte messicane, ha nel proprio DNA una mutazione del gene Mc4r, la stessa presente nelle persone con un girovita extralarge che rende l’appetito insaziabile. Lo studio è stato di recente pubblicato sulla rivista PNAS.

 

Secondo gli autori, “lo studio del metabolismo di questo pesce, che ha un’enorme quantità di grasso, ma è comunque molto sano potrebbe essere utile per identificare in che modo sia avvenuto il suo adattamento nel corso dell’ evoluzione dovendo vivere in condizioni estreme.” E’ stato osservato per esempio che il Caracide, vivendo nelle caverne, è in grado di resistere per mesi senza cibo, perché è capace di immagazzinare in modo ottimale grandi quantità di grasso nelle occasioni in cui riesce a trovare una preda, senza tuttavia aumentare di peso. Gli studiosi hanno anche osservato che il pesce è in grado di imitare la fase di letargo di alcuni mammiferi.

“La mutazione genetica che accomuna le persone obese con questo pesce messicano” rappresenta una scoperta importante per capire quali mutazioni genetiche possano aver guidato l’evoluzione di questo pesce portando alle attuali differenze metaboliche, di peso corporeo e di appetito.” Gli scienziati hanno ipotizzato che in passato anche per gli essere umani sarebbe stato più vantaggioso avere una mutazione del gene Mc4r, variazione non più utile nei tempi moderni. Suppongono quindi che si sia verificata nei secoli una selezione evolutiva, pur non conoscendo le motivazioni che hanno spinto a tale selezione. “Capire meglio i meccanismi di adattamento di questo piccolo pesce messicano potrebbe aiutarci ad ottimizzare la gestione dell’obesità” hanno concluso i ricercatori dell’Harvard Medical School.

 

Video (inglese)
Fat Fish Illuminate Human Obesity »

 

Fonte
AC Aspiras et al – Melanocortin 4 receptor mutations contribute to the adaptation of cavefish to nutrient-poor conditions. PNAS 2015, July 13, 2015

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