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Perché la chirurgia bariatrica? Il parere del medico dietologo 8 gennaio 2018

Intervento del dr. Mauro Brugnani, Dirigente Medico della SCDO* Scienza dell’Alimentazione e Dietetica dell’Ospedale Santa Maria Maggiore di Novara.
* Struttura Complessa a Direzione Ospedaliera

 

Perché la chirurgia bariatrica?

Sappiamo che l’approccio tradizionale all’obesità è quello della dietoterapia, degli interventi sullo stile di vita, in particolare dieta ed attività fisica ma sappiamo anche che spesso i risultati ottenuti con questi strumenti non sempre si mantengono nel tempo. La chirurgia bariatrica, purtroppo – e questo lo dico da medico non da chirurgo – è ad oggi l’unica strategia terapeutica che consente di ottenere un calo di peso h, riducendo di molto il rischio delle malattie associate, e di mantenerlo nel tempo, se il paziente si impegna seriamente a farlo. La chirurgia bariatrica consente quindi di mantenere risultati a lungo termine. In attesa che la ricerca scientifica metta a punto dei farmaci sicuri che possano intervenire in modo efficace e meno invasivo della chirurgia dell’obesità o che possano coadiuvare i risultati dell’intervento chirurgico di bariatria.

 

IL PDTA della Struttura Complessa dell’Ospedale di Novara

Dal 2016, è ripartita presso la nostra Struttura Ospedaliera di Novara l’attività di chirurgia bariatrica. Un primo passo è stato quello di definire un percorso, in termini tecnici chiamato PDTA, ovvero un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale in modo da identificare chiaramente gli attori coinvolti nell’approccio e nella valutazione del trattamento del paziente, tenendo conto – e questo deve avvenire sempre – che il paziente rimane al centro di questo percorso.

Il PDTA è un modo per far lavorare insieme, per unire singole professionalità che affrontano le varie problematiche connesse all’obesità, in modo che i singoli professionisti si possano interfacciare, conoscere il paziente, accompagnandolo lungo tutto il suo percorso, non solo dal punto di vista professionale e tecnico ma anche dal punto di vista umano. Sono stati, quindi , associati professionisti che già lavoravano presso di noi, che già avevano sviluppato delle competenze, che già in vario modo lavoravano insieme, unendoli in un approccio specifico finalizzato al trattamento dell’obesità in tutte le sue forme.

Dal nostro punto di vista, la Dietologia lavora e collabora con il Medico Dietologo che lavora a stretto contatto con il Dietista, lo Psicologo, ovviamente con il Chirurgo bariatrico – che è una figura fondamentale del percorso del paziente con obesità e altri Specialisti che concorrono alla valutazione del paziente come il Diabetologo/ Endocrinologo, l’Internista, lo Pneumologo, l’Anestesista, lo Psichiatra, eventuali Terapisti della Riabilitazione e altri Specialisti, sulla base delle esigenze del singolo paziente in carico.

Questo approccio multidisciplinare consente di inquadrare in modo oggettivo le problematiche del paziente, di supportarlo ed accompagnarlo per tutto il percorso dalla prima visita e per tutto il follow up che dura tutta la vita.

 

Come arrivano i pazienti? L’Ambulatorio dedicato

La Dietologia della SCDO di Novara riveste in questo percorso un ruolo centrale perché i pazienti afferiscono al nostro Servizio attraverso un Ambulatorio Dedicato.
Come arrivano i pazienti? Nel modo più differente. I pazienti si autoinviano, a volte, perché hanno letto, hanno sentito che esiste la chirurgia bariatrica a Novara, ne vogliono sapere di più, hanno conosciuto magari dei pazienti già operati che si sono trovati ben accolti, hanno fatto l’intervento e hanno visto concretamente quali sono i risultati e quindi si approcciano a questa metodica. I pazienti sono inviati dal Medico di Famiglia, oppure sono inviati dagli stessi Specialisti dell’Ospedale, da altri reparti, per esempio il Diabetologo o l’Ortopedico o lo Pneumologo. A volte arrivano anche dal Chirurgia che giustamente li invia prima in Dietologia per effettuare le prime valutazioni.

A Novara, esiste un Ambulatorio dedicato ai pazienti con problemi di peso, con una Segretaria che prende gli appuntamenti in modo da poter valutare questi pazienti nell’ambito di tempi e orari a loro congeniali. Alla prima visita vengono valutate tante cose, la storia precedente del paziente, le diete seguite, i risultati ottenuti, le patologie attuali, le aspettative, le motivazioni del paziente – non dimentichiamo che a volte il paziente arriva con delle false idee, con delle aspettative anche eccessive, cercando, talvolta, delle soluzioni “miracolistiche” , a volte informato a volte curioso; il primo approccio serve per rompere il ghiaccio e creare un ambiente accogliente, un ambiente che faccia sentire il paziente ben assistito, non abbandonato a se stesso e soprattutto non trovi alcun un atteggiamento giudicante o stigmatizzante come spesso accade verso il paziente con eccesso di peso. Non dimentichiamo che purtroppo, ancora oggi esiste – in tutti gli ambienti – questo atteggiamento colpevolizzante del paziente con obesità su cui pesano pregiudizi ingiustificati come se il paziente fosse in questa situazione per sua colpa e non per altri motivi di natura metabolica o psicologica.

 

Le aspettative devono essere ….. realistiche

Nel corso del primo colloquio vengono valutate le reali aspettative, presentate le possibili strategie terapeutiche e illustrato quello che normalmente succede e quindi quello che sarà il percorso, la necessità di fare delle valutazioni associate, la necessità di essere rivalutati o rivisti nel tempo. Un paziente molto difficilmente viene inviato alla chirurgia dopo il primo colloquio perché anche noi dobbiamo essere certi dell’”affidabilità” della motivazione del paziente. L’intervento bariatrico non è un percorso semplice, è un cambiamento radicale, un approccio che porta delle modificazioni, impone delle attenzioni che dovranno essere seguite per tutta la vita se si vogliono mantenere i risultati ottenuti con l’intervento. È fondamentale che il paziente ne sia profondamente consapevole e – quando possibile – anche i familiari.

La Dietologia si coordina naturalmente con tutti i componenti del team di cura attraverso contatti telefonici, riunioni periodiche, scambi continui di informazioni in modo da garantire, il più celermente possibile, la presa in carico del paziente – nel momento in cui si decide un approccio di tipo chirurgico in modo da garantire poi il follow up cioè i controlli successivi, che sono essenziali per il buon risultato nel tempo.

 

Il follow-up e i controlli successivi … importanti quanto l’intervento

Un altro aspetto fondamentale che deve essere spiegato – oltre ai notevoli cambiamenti successivi all’intervento – è la necessità di un ruolo attivo da parte del paziente (e dei familiari) nel corso dei controlli e della sua vita successiva alla chirurgia bariatrica, spiegando bene che l’intervento non è un miracolo: l’intervento bariatrico aiuta a perdere peso e a mantenere il peso perso ma ci vuole sempre un importante e impegnativa collaborazione del paziente.
Noi della Dietologia di Novara siamo qui per aiutare il paziente in qualsiasi momento, forniamo il nostro supporto, anche al di là delle tempistiche programmate dei follow up e delle visite di controllo, offriamo sempre la più ampia disponibilità a visite in tempi diversi nel momento in cui sorgano problemi o esigenze particolari da parte del paziente.

 

Che cosa si chiede dopo l’intervento bariatrico?  

È fondamentale spiegare quello che accade dopo l’intervento bariatrico non solo quello che accade prima , in modo che il paziente (e possibilmente i familiari più stretti) sappia che i cambiamenti che gli si chiedono sono impegnativi e andranno mantenuti per tutta la vita; quindi l’aderenza al follow up e ai controlli periodici rappresentano un elemento chiave per raggiungere il successo terapeutico e per mantenerlo nel tempo.

Le Linee Guida internazionali ci dicono che il paziente operato di bariatrica va rivalutato dopo un mese dall’intervento, al 3°, 6°, 9° e 12° mese quindi più o meno ogni 3 mesi nel primo anno, ogni sei mesi nel secondo anno e poi andrebbe rivisto almeno una volta all’anno per tutta la vita, in modo da riconoscere tempestivamente eventuali problemi salvo – ove necessario – la piena disponibilità a controlli più ravvicinati nei casi in cui insorgano criticità da monitorare in modo più assiduo.

 

 

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