Prevenzione obesità infantile: occhio alle scelte anche al supermercato 9 dicembre 2014

Prevenzione obesità infantile: occhio alle scelte anche al supermercato

Prevenzione obesità infantile: occhio alle scelte anche al supermercato

Obesità: buone notizie dal carrello della spesa al supermercato di 43.000 casalinghe americane con figli in età prescolare: secondo un recente studio pubblicato su American Journal of Preventive Medicine, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2011 sono riuscite a ridurre l’acquisto di cibi e bevande ad alto contenuto di calorie e questo ha contribuito alla riduzione dell’obesità nei bambini tra i 2 e i 5 anni dal 12,1% al 8,4%.

I “Top20” acquistati dalle mamme americane
Gli autori dello studio hanno suddiviso cibi e le bevande più acquistati pro capite in 9 gruppi per analizzarli:

  1. dessert a base di cereali
  2. snack salati
  3. cereali “pronti all’uso”
  4. snack dolci e caramelle
  5. carni lavorate
  6. soft drink
  7. succhi di frutta
  8. latte
  9. latte dolcificato

 

Nel corso dello studio, durato dieci anni, il numero totale di calorie derivate dai cibi acquistati in negozi di alimentari e al supermercato si è ridotto fino a 182 calorie pro capite, sottolineando che le maggiori riduzioni – come consigliato da dietologie ed esperti sono risultate quelle che riguardavano: soft drink, succhi di frutta e i dessert a base di cereali, tutti alimenti ricchi di grassi e di zuccheri aggiunti.

Risultati che fanno riflettere tutte le mamme
Questi dati rappresentano un risultato importante che può essere uno spunto di riflessione anche per le altre mamme, anche quelle italiane, per cercare di fare scelte più oculate anche quando si sta facendo la spesa al supermercato e/o al negozio sotto casa. Nell’indagine americana il 70-80% degli alimenti dei bambini in età prescolare arrivava da supermercati e negozi, mentre il restante 20-30% dalle mense dei centri per l’infanzia.
I dati osservati nell’indagine hanno messo in luce un importante miglioramento e una maggiore attenzione alla spesa alimentare da parte delle famiglie statunitensi con figli piccoli.
Merito anche dell’importante campagna «Let’s Move!», con cui Michelle Obama, come First Lady degli Stati Uniti ma ancor più come mamma, negli ultimi anni ha cercato con passione e determinazione di scuotere l’America, sollecitandola a mangiare meglio e fare più attività fisica. Come lei stessa ha dichiarato in una recente intervista a La Stampa, il cibo è vita e salute ma “anche sicurezza nazionale e stabilità sociale a livello internazionale. Bisogna curarlo per stare in forma, evitare le malattie, ma nello stesso tempo per aiutare l’economia dei propri Paesi ed evitare pericolosi squilibri sociali.”

Nel 2015 queste tematiche saranno al centro dell’Expo2015 di Milano, non a caso intitolata «EXPO 2015. Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita», sfamare il pianeta. Perciò il ministro degli Esteri Federica Mogherini, durante la sua visita del mese scorso a Washington, ha invitato a nome del governo proprio la First Lady, affinché partecipi in qualche forma all’appuntamento.

Le discussioni sull’obesità in età pediatrica spesso puntano il dito contro i fast-food e il loro impatto negativo, ma come mamme teniamo presente che qualsiasi occasione di spesa, quindi anche il supermercato piuttosto che il negozio sotto casa, all’angolo, rappresenta un momento in cui la nostra scelta a lungo andare può fare la differenza e abituarci a fare scelte corrette è più facile di quanto si creda.

 

 

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