La prima colazione può ridurre il rischio di diabete di tipo 2 8 luglio 2013

pasti-1Secondo i risultati di una ricerca dell’Harvard School of Medicine di Boston, le donne che consumano regolarmente la prima colazione hanno un rischio più basso di sviluppare il diabete di tipo 2; la ricerca è iniziata nel 2002 con la selezione di una coorte di oltre 46mila donne, ed è proseguita per sei anni.

Le donne, di 65 anni di età media, facevano parte del Nurses’ Health Study, un vasto studio sui fattori che influenzano la salute delle donne; nel corso dei sei anni di follow up, sono state 1.560 le donne che si sono ammalate di diabete di tipo 2.
Dallo studio americano emerge che fra le donne che non fanno regolarmente colazione al mattino, quelle maggiormente a rischio di diabete di tipo 2 sono quelle che poi nel corso della giornata compensano con un alto numero di pasti, quattro e più.

La coordinatrice della ricerca, Rania Mekary, del Dipartimento di Nutrizione dell’università statunitense, spiega: «Rispetto a chi fa i classici tre pasti, le donne che consumano uno o due pasti al giorno hanno un rischio relativo, pari a 1,09, che sale a 1,13 per quelle che siedono a tavola quattro o cinque volte.
Fra quelle che non fanno regolarmente la prima colazione, quelle più a rischio di diabete di tipo 2 sono quelle che nel compensano con un’elevata frequenza di pasti.
La correzione fatta tenendo conto dell’Imc (Indice di Massa Corporea), attenua il risultato solo parzialmente, portando il rischio a 1,24. Questo significa che l’abitudine di fare colazione è un indicatore di rischio parzialmente indipendente dall’Imc, e costituisce una sorta di spia di un disordine nella gestione della propria alimentazione».

I ricercatori, che hanno anche valutato le abitudini alimentari delle donne oggetto dello studio, hanno concluso che quelle che consumano la prima colazione in modo non regolare hanno un rischio più alto del 28% di diabete di tipo 2; questa associazione è stata parzialmente modificata da una correzione fatta tenendo conto dell’Imc (Rr 1,20;95% Cl). Gli aggiustamenti sono stati fatti anche per gli altri fattori di rischio noti, salvo l’Imc, per il suo legame con le abitudini alimentari.

 

Fonte
Rania A Mekary et al – Nutritional epidemiology and public health: Eating patterns and type 2 diabetes risk in older women: breakfast consumption and eating frequency.
Am J Clin Nutr 2013 ajcn.057521; First published online June 12, 2013

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