Rapporto Osservasalute 2015: trend in crescita di sovrappeso/obesità 1 maggio 2016

Il nuovo Rapporto a cura dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane nel 2014, conferma un’elevata quota di italiani in sovrappeso e obesi, problema in crescita anche al Nord. Timidi miglioramenti sul fronte dell’attività fisica, del fumo e del consumo di alcolici.
 

Rapporto Osservasalute 2015: trend in crescita di sovrappeso/obesità
 

Obesità e sovrappeso, tendenza in crescita
Nel 2014, è in sovrappeso più di un terzo della popolazione adulta (36,2%), mentre è obesa poco più di una persona su 10 (10,2%); nel complesso, il 46,4% dei soggetti di età ≥ 18 anni è in eccesso di peso. In Italia, nel periodo 2001-2014, è aumentata soprattutto la quota degli obesi (8,5% vs 10,2%). Il sovrappeso si riferisce a un Indice di Massa Corporea – IMC o BMI – tra 25 e 30. L’obesità a valori di IMC superiori a 30.

Le differenze rilevate sul territorio sono considerevoli e si conferma il gradiente crescente in direzione Nord, Sud e Isole: le regioni meridionali presentano la prevalenza più alta di persone obese (Molise 14,6%, Abruzzo 13,1%; Puglia 11,9% sono le tre regioni al top) e in sovrappeso (Campania 41,5%, Calabria 39,6% e Puglia 39,4%) rispetto alle regioni settentrionali, che mostrano i dati più bassi di prevalenza (obesità: provincia (PA) di Trento 7,5% e PA di Bolzano 8,1%; sovrappeso: PA di Trento 28,5% e Valle d’Aosta 31,5%).

 

L’eccesso di peso è cresciuto anche al Nord
Se si confrontano i dati del 2014 con quelli degli anni precedenti e si raggruppano in 4 macroaree (1.Nord-Ovest: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia; 2. Nord-Est: PA di Bolzano, PA di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna; 3. Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio; 4. Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria; Isole: Sicilia, Sardegna) si osserva che, dal 2001, nella ripartizione con livelli più bassi di persone in sovrappeso (il Nord-Ovest) si è registrato il maggior aumento di persone con eccesso ponderale nell’area Nord-Ovest mentre nelle Isole la percentuale di persone in sovrappeso e obese è rimasta abbastanza stabile negli ultimi anni.

 

Un problema che aumenta con l’età: la percentuale di popolazione in condizione di eccesso ponderale (in sovrappeso o obesa) cresce all’aumentare dell’età.

Adulti: nello specifico, il sovrappeso passa dal 14,9% della fascia di età 18-24 anni al 46,5% tra i 65-74 anni, mentre l’obesità dal 2,4% al 15,7% per le stesse fasce di età.

Bambini e ragazzi: nel 2014 i bambini di 8-9 anni in sovrappeso sono il 20,9%; i bambini obesi sono il 9,8%, compresi i bambini gravemente obesi che da soli sono il 2,2%. Nel complesso, i bambini che presentano un eccesso di peso raggiungono il 30,7%. Il dato è in diminuzione rispetto al periodo 2008-2009 al 2014 quando si registrava una quota di bambini in condizioni di obesità pari al 12%; diminuzione anche per il sovrappeso, nel biennio 2008-09 erano il 23,2% dei bambini.

 

Famiglie più istruite, bimbi più in forma
All’aumentare del grado di istruzione dei genitori diminuisce la quota di figli in eccesso di peso e nelle famiglie in cui vi è almeno un genitore obeso la prevalenza di bambini in eccesso ponderale è maggiore. Si conferma una spiccata variabilità interregionale, con percentuali tendenzialmente più basse nell’Italia settentrionale e più alte nel Meridione: dal 13,4% di sovrappeso nella PA di Bolzano al 28,6% in Campania; dal 4% di obesità nella PA di Bolzano al 19,2% in Campania.

Si stima che nella popolazione di 6-11 anni il numero di coloro che presentano un eccesso ponderale sia pari a circa 1 milione e 50.000 bambini, di cui 336 mila obesi.

 

Calano i sedentari, aumenta il numero di chi pratica attività fisica e sport
Nel 2014 è il 23% della popolazione con età ≥3 anni che si dedica allo sport in modo continuativo. Nel 2013 era il 21,5, nel 2012 era il 21,9% invariato rispetto al 2011.

Aumentano lievemente nell’ultimo biennio anche coloro che, pur non praticando uno sport, svolgono un’attività fisica (passeggiare per almeno 2 km, nuotare, andare in bicicletta etc). Sono il 28,2% della popolazione nel 2014, mentre erano il 27,9% nel 2013.

La sedentarietà cala in maniera significativa per entrambi i generi: rispetto all’anno precedente, nel 2014 si riscontra una significativa riduzione delle persone sedentarie (-1,3 punti percentuali). Infatti i sedentari sono circa 23 milioni e 500 mila, pari al 39,9% della popolazione contro un 41,2% nel 2013.

Più sportivi a Nord – L’analisi territoriale mostra una differente attitudine alla pratica sportiva tra le diverse regioni del Paese che, probabilmente, riflette anche una diversa disponibilità di strutture organizzate. Le regioni settentrionali, in particolare la provincia (PA) di Bolzano (38,7%), la PA di Trento (30,7%), la Valle d’Aosta (30,2%) e la Lombardia (28,5%), rappresentano le zone del Paese con la quota più elevata di persone che praticano sport in modo continuativo. Le regioni del Meridione si caratterizzano per la quota più bassa di persone che dichiarano di dedicarsi allo sport nel tempo libero, fatta eccezione per la Sardegna dove il 30,8% dichiara di praticare attività sportiva in modo continuativo o saltuario. Le regioni che registrano la più bassa quota di praticanti sportivi sono la Campania (17,9%), la Basilicata (21,7%), la Calabria (23,3%) e la Sicilia (23,4%).

 

Alcolici, diminuiscono i consumatori
Aumenta nel 2014 la percentuale dei non consumatori (astemi e astinenti negli ultimi 12 mesi), pari al 35,6% degli individui di età >11 anni rispetto al 2013 (34,9%), sebbene l’analisi regionale evidenzi sia un aumento della percentuale dei non consumatori rispetto all’anno precedente, in particolare in Toscana (+5,2 punti percentuali), che una diminuzione soprattutto in Piemonte (-3 punti percentuali) e in Friuli Venezia Giulia (-3,2 punti percentuali). La regione con il più basso valore di prevalenza dei non consumatori, nel 2014, è la provincia di Bolzano.

 

Continuano a calare i fumatori
Sono poco più di 10 milioni i fumatori in Italia nel 2014, poco meno di 6 milioni e 200 mila uomini e poco più di 4 milioni di donne. Si tratta del 19,5% della popolazione di 14 anni e oltre. Continua dunque il trend in lenta discesa dei fumatori, infatti, nel 2010 fumava il 22,8% degli over-14, nel 2011 il 22,3%, nel 2012 il 21,9% e nel 2013 il 20,9%.

Anche il numero medio di sigarette fumate al giorno diminuisce in un trend continuo dal 2001, passando da una media di 14,7 sigarette nel 2001 a 12,1 del 2014, una variazione che conferma la tendenza alla riduzione di tale abitudine, sebbene tale valore sia invariato rispetto al 2013.

La prevalenza di fumatori è più elevata nei Comuni grandi, sia del centro sia della periferia dell’area metropolitana (rispettivamente, 19,5% e 21,9%), rispetto ai piccoli Comuni con meno di 2.000 abitanti, che fanno registrare il 17,4% di fumatori.

Vizio duro a morire tra i giovani: Le fasce di età che risultano più critiche sia per gli uomini che per le donne sono, nel 2014, quella dei giovani adulti tra 20-24 e 25-34 anni in cui, rispettivamente, il 28,8% e 33,5% degli uomini e il 20,5% e il 19,3% delle donne si dichiarano fumatori.

I più accaniti sono gli over-50 – In merito al numero medio di sigarette fumate al giorno, i più accaniti fumatori sono gli uomini e le donne tra i 55-59 anni con, rispettivamente, 15,0 e 12,3 sigarette fumate ogni giorno.

 

 

Fonte
Rapporto Osservasalute, 2015