Come si decide una dieta in caso di obesità? 8 gennaio 2015

dietaLa scelta di una dieta deve basarsi sulla composizione corporea (massa grassa/massa magra), sul dispendio energetico (metabolismo basale e attività fisica svolta), sulla rapidità con cui si vuole indurre il calo ponderale e sulla quantità di chili da perdere.
 
Principio fondamentale è che la restrizione calorica non porti a uno squilibrio degli apporti nutrizionali.
Una dieta ipocalorica e bilanciata deve mirare ad ottenere il maggior calo possibile della massa grassa, con relativo risparmio della massa muscolare.  È quindi indispensabile anche nei rari casi in cui si utilizzano diete fortemente ipocaloriche apportare il corretto introito di carboidrati, lipidi e soprattutto di proteine.  Purtroppo nei soggetti obesi sono piuttosto frequenti i periodi di alimentazione sbilanciata che si associano a temporanee riduzioni di peso e, talvolta, a vere e proprie carenze nutrizionali, soprattutto se la dieta è protratta nel tempo.

In linea generale è fondamentale sottolineare l’importanza che nella scelta di una dieta si tenga sempre conto della cosiddetta “anamnesi alimentare” ovvero delle abitudini e dei gusti, del luogo e dell’orario dei pasti oltre che della motivazione, dello stato psicologico e delle condizioni di salute generale della persona obesa.

L’utilità di un diario alimentare
La persona obesa ha spesso un percezione distorta della quantità di alimenti che introduce con la sua alimentazione e ancora di più quando deve ripensare o riferire per esempio ad un medico della sua dieta, tende quasi sempre a sottostimare l’introito di calorie. Per questo può essere molto utile annotare su un apposito diario ciò che mangia, cercando di specificare anche la quantità, l’ora del pasto, il contesto e possibilmente lo stato emotivo che precede e accompagna il consumo del pasto.

Il diario alimentare è uno strumento importante che consente alla persona obesa
e al suo medico di avere 
un quadro più realistico delle proprie abitudini alimentari.

Consente di rendersi più facilmente conto degli errori alimentari e/o delle  associazioni sbagliate e dei fattori,
soprattutto di natura emotiva, che si associano al consumo – spesso compulsivo – di cibo.

In questo modo è più facile essere consapevoli
dei propri comportamenti 
e rendersi conto dei cambiamenti
necessari per aumentare 
il proprio autocontrollo sul cibo e sui suoi bisogni.

Il controllo che la persona obesa esercita
– grazie alla stesura di un diario  alimentare –
non è soltanto sulle quantità di cibo o sull’ora in cui sente il bisogno  di mangiare
ma soprattutto sulle emozioni o sugli eventi che maggiormente si legano all’atto del mangiare.

Per molti obesi è difficile identificare queste emozioni,
soprattutto se sono state a lungo tempo minimizzate o addirittura negate.

 

Fonti

  • Sartorio A, Silvestri G – Obesità: per saperne di più. Edra Ed, 2002
  • Milano W – L’obesità. Giovanni Fioriti Ed, 2009
  • Gremigni P,  Letizia LIl problema obesità. Maggioli Ed, 2011
  • Gentile MG – L’obesità. Conoscerla per prevenirla e curarla. Mattioli 1885