La siesta dopo pranzo fa bene ma deve durare non più di 30 minuti 9 agosto 2012

La società spagnola che riunisce i medici di base (Semergen, Sociedad Española de Médicos de Atención Primaria) ha presentato una ricerca che evidenzia i vantaggi della siesta: riduzione dello stress, miglioramento dell’attenzione e della memoria, aiuto per le funzioni cardiovascolari; lo studio contiene inoltre le linee guida perché questa buona abitudine diventi anche sana.
La stanchezza che si prova quando si è finito di mangiare invoglia al riposo; è salutare lasciarsi andare al sonno ma è meglio farlo sul divano e non sul letto per evitare che il sonno duri troppo lungo e sia troppo profondo, cosa che annullerebbe i vantaggi della siesta.
Una conferma arriva da una recente ricerca della Nasa, l’ente spaziale americano, che, dopo aver osservato i piloti, stabilisce in 26 minuti la durata ideale del sonnellino, perché la loro efficienza, dopo una pausa post prandiale di questa durata, è risultata aumenta del 34%.
Il coordinatore della ricerca, Enric Zamorano, osserva: «Una siesta non dovrebbe durare più di mezz’ora e dovrebbe essere fatta su un divano o su una poltrona e non nel letto. Il sonno è qualcosa di benefico per l’organismo perché aiuta il nostro corpo sia da un punto di vista fisico, sia psicologico. Tuttavia, la questione della durata è fondamentale: se si cade in un sonno profondo tutti i benefici si cancellano e si rischia poi di non dormire la notte».

Fonte
34º Congreso Nacional de la Sociedad Española de Médicos de Atención Primaria (SEMERGEN), 2012

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