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Solo 10.000 su 1.000.000 di persone con obesità grave ricorrono al bisturi 26 settembre 2016

Solo 10.000 su 1.000.000 di persone con obesità grave ricorrono al bisturi

Circa un milione di italiani fa i conti con un’obesità grave. Ma sono solo in 10.000 a scegliere ogni anno di sottoporsi a un intervento chirurgico, a fronte di quanti – quasi la totalità (99%) – potrebbero trarne beneficio secondo quanto affermato dagli esperti riuniti a Roma, il 26 settembre 2016 nel corso di “It’s time to Act on Obesity!”, un workshop di respiro internazionale organizzato nell’ambito del Congresso Congiunto delle Società Scientifiche Italiane di Chirurgia. Come primo segno di questa call to action, sono state presentate le nuove Linee Guida della SICOB – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche – che erano attese da tempo dalla comunità scientifica.

 

Scarso ricorso alla chirurgia bariatrica

Ogni anno in Italia solo 10.000 pazienti affetti da obesità grave su 1 milione scelgono di sottoporsi a un intervento di chirurgia bariatrica che rappresenta oggi l’unica opzione efficace per il trattamento della grande obesità, a fronte del milione di persone che potrebbero registrare un significativo miglioramento della qualità della vita e una netta riduzione delle tante patologie correlate, diabete tipo 2 in primis, all’eccessivo accumulo ponderale.

È uno tra i dati più significativi emersi nel corso di “It’s time to Act on Obesity!”, workshop al quale hanno partecipato alcuni tra i principali esperti mondiali nella cura di una patologia che, solo in Italia, colpisce una persona su dieci (10%), con un totale di oltre 6 milioni di connazionali costretti a convivere quotidianamente con tutti i disagi che derivano da un eccessivo accumulo di peso.

 

Il futuro non fa ben sperare, anzi …

A rendere ancora più preoccupante questo scenario sono le prospettive future, secondo le quali più di un terzo dei bambini italiani (36% dei ragazzi e 34% delle ragazze) sono in sovrappeso o soffrono di obesità, rispetto alla media del 23% dei giovani e il 21% delle giovani degli altri Paesi OCSE (tra cui Europa, USA, Canada, Australia e altri), così come sottolineato da un nuovo case study presentato per l’occasione dal “The Economist” dal titolo “Combattere l’obesità in Italia. L’importanza di superare le barriere strutturali e le differenze regionali.”.

A fronte di questo contesto, nel corso dell’evento “It’s time to act on Obesity” – organizzato da Johnson & Johnson Medical SpA durante il Congresso Congiunto delle Società Scientifiche Italiane di Chirurgia – è stato fatto il punto della situazione sulle questioni ancora da risolvere e su cosa può essere fatto nel nostro Paese per arginare concretamente la patologia dell’obesità grave.

 

Obesità: una patologia cronica complessa

Secondo quanto emerso nel corso del dibattito, l’obesità è una patologia multifattoriale, la cui insorgenza può essere legata a diverse cause che vanno dalle errate abitudini a tavola, fino ad una significativa riduzione dell’attività fisica quotidiana, o a fattori genetici e fattori ambientali. Una condizione clinica complessa, soprattutto se si considera che l’eccessivo accumulo di grasso, in molti casi, è anche responsabile dello sviluppo di altre malattie correlate (comorbidità) come quelle cardiovascolari, cerebrovascolari, il diabete di tipo 2 e alcuni tipi di tumore.

A rendere ancora più ampio questo scenario ci sono le problematiche contro cui si scontra abitualmente un individuo affetto da obesità: i disordini del comportamento alimentare, che alle volte costringono a nutrirsi in modo smodato, stati di inquietudine che possono tradursi in ansia e depressione, disagi psicosociali, che vanno da un calo del rendimento scolastico e professionale fino alla perdita di produttività dovuta all’assenteismo e alle opportunità non colte. Un insieme di caratteristiche che tendono a ridurre drasticamente, e in modo permanente, la qualità della vita.

 

Chirurgia bariatrica: la scelta terapeutica più indicata nella grande obesità

Per arginare una malattia così complessa, gli specialisti hanno convenuto come la chirurgia bariatrica rappresenti il percorso di cura più indicato per il trattamento specifico dell’obesità grave. Un approccio che la comunità scientifica internazionale ha da tempo indicato come l’alternativa terapeutica ottimale per garantire benefici più concreti e duraturi, quali ad esempio la perdita di peso e la significativa riduzione delle complicanze correlate a questa patologia, come il diabete di tipo 2 e l’ipertensione ma non solo.

Un trattamento di cura, quello chirurgico, che potrebbe giovare alla salute fisica e mentale di circa un milione di pazienti italiani costretti a convivere con le numerose difficoltà legate all’eccessivo peso; eppure, di questo campione, solo l’1% decide di sottoporsi ogni anno a un intervento chirurgico, nonostante dal 2007 l’Italia, con 1.064 titoli, rappresenti il terzo Paese al mondo per volume complessivo di pubblicazioni scientifiche sulla chirurgia bariatrica. E nonostante in Italia esistano numerosi Centri di eccellenza, accreditati e affiliati a SICOB.

 

S.I.C.OB: l’eccellenza italiana della chirurgia bariatrica

Un impegno costante e una professionalità qualificata confluite anche nelle nuove Linee Guida della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche (S.I.C.OB.), documento che intende supportare nella pratica quotidiana i professionisti e diffondere la cultura specifica della chirurgia dell’obesità in tutti i suoi ambiti di pertinenza.

In Italia, la Chirurgia Bariatrica ha raggiunto un livello tecnico e qualitativo davvero molto elevato, ma il numero degli interventi effettuati è infinitesimo rispetto alla domanda dei pazienti obesi che ne avrebbero bisogno “, ha commentato il Prof. Diego Foschi, Professore Ordinario di Chirurgia Generale e Direttore della Scuola di Specializzazione dell’Università degli Studi di Milano. “Dobbiamo considerare gli ostacoli organizzativi e normativi che ancora impediscono il pieno accesso della persona obesa alle cure, dobbiamo mettere al centro della nostra attenzione il paziente e le sue necessità per costruire intorno a lui un efficiente ed efficace processo di presa in carico. E’ un lavoro complesso, che richiede, innanzitutto, un cambiamento culturale e normativo. Il mondo della Sanità, la Politica, le Società Scientifiche devono porsi come scopo la creazione di una rete assistenziale che dia ad ogni obeso una vera risposta d’aiuto. Solo così sarà possibile superare questa emergenza sanitaria”.

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