Stili di vita, glicemia, fattori di rischio per il diabete 1 agosto 2013

Secondo il Dpp (Diabetes Prevention Program), nei prediabetici il cambio dello stile di vita e l’assunzione di metformina dopo tre anni di follow-up riducono il rischio di diabete rispettivamente del 58% e del 31%; commenta, però, la prima autrice di una ricerca della Johns Hopkins University School di Baltimora, Nisa Maruthur, del Dipartimento di Medicina Interna dell’ateneo americano: «I dati sono triennali, mentre i medici vedono i prediabetici almeno una volta all’anno, se non più spesso».

L’ADA (American Diabetes Association), inoltre, raccomanda ai soggetti prediabetici la perdita di almeno il 7% del proprio peso e 150 minuti alla settimana di attività fisica moderata, e l’assunzione di metformina ai soli pazienti ad altissimo rischio.
Partendo da queste premesse, i ricercatori, hanno avviato uno studio per trovare il modo di individuare i candidati alla metformina, valutando tempestivamente la risposta alla strategia preventiva, senza aspettare i tre anni. Hanno così scoperto che già a sei e 12 mesi dalla modifica dello stile di vita, l’andamento del peso e la glicemia possono predire il rischio di diabete nei prediabetici.

Per arrivare a questa conclusione, gli studiosi hanno analizzato i dati del Dpp, lo studio condotto in tutti gli Stati Uniti su oltre tremila soggetti prediabetici, assegnati in modo casuale a interventi radicali sullo stile di vita, oppure alla somministrazione di metformina per ridurre i livelli di glucosio, oppure all’assunzione di placebo.

Dopo sei mesi di follow-up, 604 partecipanti avevano sviluppato il diabete, così suddivisi: 140 fra quelli che avevano cambiato lo stile di vita, 206 fra quelli cui era stata somministrata metformina e 258 fra quelli che avevano assunto placebo. Inoltre, è risultato che fra i soggetti che avevano cambiato lo stile di vita, la perdita di peso a sei mesi prediceva in modo significativo il rischio di diabete, e che fra i pazienti che al calo del peso associavano il calo della glicemia, l’abbassamento del rischio di diabete è risultato più significativo. «In pratica, se dopo sei mesi dal cambio di stile di vita il paziente perde poco peso e il glucosio resta alto, è il momento di usare la metformina», questa la conclusione di Maruthur, il cui studio è stato pubblicato sul Jgim (Journal of General Internal Medicine), la rivista ufficiale della Society of General Internal Medicine.

 

Fonte
NM Maruthur et al – Early Response to Preventive Strategies in the Diabetes Prevention Program. Journal of General Internal Medicine. luglio 2013

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