Terapia comportamentale per curare l’obesità nelle fasce più povere 12 marzo 2012

La rivista Archives of Internal Medicine ha pubblicato una ricerca che dimostra come i miglioramenti dell’autostima e dell’autocontrollo provocati dalla terapia comportamentale possono aiutare i pazienti obesi, che appartengono alle fasce economicamente e socialmente più disagiate, a contrastare le cattive abitudini alimentari.
Negli Stati Uniti, dov’è stata condotta la ricerca, l’offerta terapeutica primaria non rende facilmente disponibili i trattamenti contro l’obesità, soprattutto alle persone con un reddito basso.
Spiega Graham A. Colditz, epidemilogo e direttore associato, Prevenzione e Controllo, del Siteman Cancer Center presso la Washington School of Medicine di St. Louis: «Abbiamo intrapreso questo studio nei centri sanitari federali qualificati, che richiedono un tempo minimo per le cure primarie; siamo riusciti così a sviluppare una strategia in grado di essere facilmente implementata tramite un’ampia gamma di centri sanitari che ricevono sostegno dal governo federale».
La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori di diverse università americane: la Washington School of Medicine, la Duke University di Durham in North Carolina e la Harvard University di Cambridge, in Massachusetts.

Fonte
Bennett GG et al – Obesity Treatment for Socioeconomically Disadvantaged Patients in Primary Care Practice. Arch Intern Med March 12, 2012

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