I diversi tipi di interventi bariatrici

Videointervista al prof. Giovanni Lezoche, Clinica Chirurgica degli Ospedali Riuniti di Ancona.

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Guarda tutti i video disponibili sul sito di www.unavitasumisura: si parla di interventi bariatrici di chirurgia plastica di rimodellamento ma anche di aspetti psicologici dell’obesità, nutrizionali e di stile di vita sano.

 

Un Intervento bariatrico per ogni necessità

Esistono oggi diverse tipologie di intervento bariatrico per trattare l’obesità patologica. Gli interventi più diffusi al mondo sono la sleeve gastrectomy, una “tubilizzazione” dello stomaco, il bypass gastrico, il bendaggio gastrico e altre varianti un po’ meno conosciute. In genere, il paziente arriva da noi già con una sua idea perché ha fatto delle ricerche in rete, o ha visto dei video in televisione, o ne ha sentito parlare da amici e/o conoscenti e comincia a farci delle domande inerenti i vari interventi. Sottolinea il prof. Lezoche nel video: “Sono solito dire ai miei pazienti che non c’è mai il miglior intervento in assoluto ma c’è l’intervento migliore per quel singolo paziente perché attraverso il suo modo di vivere, attraverso anche una serie di condizioni cliniche, tra le quali per esempio la presenza del diabete o altre patologie potrà essere scelto un intervento rispetto a un altro.” Ovviamente anche il peso corporeo è un criterio importante per la valutazione dell’intervento più indicato. “Diciamo che la sleeve” continua il prof. Lezoche “oggi rappresenta più della metà degli interventi di chirurgia bariatrica in Italia e nel mondo.”  [continua sotto…]

 

 

 

Il percorso postoperatorio per questi vari interventi è molto simile: essenzialmente seguiamo una dieta comune in tutti i pazienti (liquida, semiliquida, solida); vengono tutti seguiti attraverso la chirurgia laparoscopica quindi un ritorno piuttosto rapido all’attività lavorativa e alla propria vita familiare e sociale. I pazienti il giorno stesso dell’intervento sono in piedi e cominciano una dieta idrica, esclusivamente liquida, possono già bere un tè alla sera dell’intervento. Questo perché? Perché il paziente deve tornare a un movimento precoce e non stare a letto come un malato ma come una persona già pronta ad affrontare un’attività minima, quella che si può fare in ospedale, naturalmente: stare in piedi, camminare, andare in sala di aspetto, chiacchierare con gli altri ricoverati etc.

Il problema principale dopo un intervento è sempre la terapia antalgica, la terapia del dolore, in effetti è l’unico farmaco che viene utilizzato nell’immediato post-operatorio perché il dolore deve essere mantenuto il più possibile al minimo per consentire la rapida ripresa del paziente.

 

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