Percorso bariatrico: dalla scelta dell’intervento al periodo post-operatorio

Videointervista al Dott. Alessandro Giovanelli
Specialista in Chirurgia Generale
Responsabile dell’Istituto Nazionale Chirurgia dell’Obesità, INCO Istituto Clinico Sant’Ambrogio, Milano

Per quanto riguarda il tipo di intervento bariatrico occorre soffermarsi sulla parte di valutazione preoperatoria che può anche non necessariamente portare all’intervento: cioè l’inquadramento della persona obesa e delle sue necessità individuali. Esistono tanti tipi di interventi ma sostanzialmente possono essere riconducibili a tre tipologie di interventi: 1) gli interventi restrittivi, che agiscono prevalentemente sullo stomaco, cioè quegli interventi che aiutano la persona a mangiare meno e quel poco viene poi completamente assorbito; 2) gli interventi malassorbitivi, che agiscono prevalentemente sull’intestino, dove la persona post-operata può mangiare qualcosa di più ma non assimila tutto o in parte ciò che viene introdotto; 3) gli interventi metabolici o anoressizzanti, cioè interventi che aiutano il paziente a percepire meno il senso di fame, modificando il metabolismo e quindi cambiando un po’ la “cilindrata” del motore della persona. Come individuare l’intervento migliore? “Evidentemente in funzione della persona che abbiamo davanti, afferma il dr. Govanelli “non esiste un unico intervento bariatrico ma agisce questo intervento adatto per questa persona. La valutazione del comportamento alimentare  e del suo assetto metabolico è uno dei primi momenti. E’ chiaro che i pazienti che abbiano il momento alimentare prevalentemente concentrato ai pasti sono pazienti candidabili ad interventi prevalentemente di tipo restrittivo; pazienti che abbiano comportamenti alimentari con un assessment alimentare psicologico più complesso devono essere invece indirizzati verso tipologie di interventi malassorbitivi o interventi metabolici. Si sta passando sempre più dal concetto della chirurgia bariatrica al concetto della chirurgia metabolica e si è visto che molti di questi interventi hanno un grande impatto sul controllo delle malattie metaboliche, diabete in primis pertanto anche il controllo e la valutazione metabolica dell’individuo potrà indirizzare verso interventi di un tipo piuttosto che di un altro tipo. E’ utile ricordare anche che questi interventi andranno a curare una malattia, l’obesità,  riconosciuta dal SSN e vengono completamente passati dal sistema sanitario quando si rientra nei parametri previsti. Non quindi una chirurgia d’élite, una chirurgia per pochi ma anzi, una chirurgia per curare un problema sociale di crescente gravità anche in Italia. Se è importante la chirurgia, quindi l’aspetto più tecnico per identificare l’intervento più adeguato, altrettanto importante è il follow-up, cioè come il paziente viene seguito. Si è visto che un buon intervento, fatto bene tecnicamente ma non seguito nel tempo dà risultati meno efficaci.
Se è vero che la chirurgia bariatrica ha il suo punto di forza anche nel mantenimento della perdita di peso raggiunta con l’intervento chirurgico, capiamo da subito quanto sia estremamente importante seguire il paziente e non solo per quanto riguarda lo stomaco o l’intestino ma seguirlo per quanto concerne il loro percorso, di cambiamento metabolico, di cambiamento psicologico, di cambiamento concettuale verso se stessi. Quindi un vero e proprio percorso di accompagnamento del paziente in tutte le sue sfere attraverso un follow up rigorosamente interdisciplinare e protratto nel tempo, che vedrò quindi sempre coinvolte le figure mediche chirurgiche, comportamentali-psicologiche, nutrizionali per valutare nella sua globalità l’andamento metabolico del paziente. Solo in questo modo potremo ottenere un risultato efficace e persistente nel tempo.