Un dialogo tra medico e paziente bariatrica

Videointervista tra il dr. Giuliano Sarro, Responsabile dell’Equipe di Chirurgia Bariatrica del Centro di Chirurgia dell’Obesità dell’Ospedale di Abbiategrasso/Magenta dialoga con una sua paziente.

Il dr. Giuliano Sarro dialoga con una sua paziente, la signora Annamaria, sottoposta a sleeve gastrectomy circa 4 mesi prima dell’intervista presso il Centro di Chirurgia dell’Obesità di Magenta, per conoscere e approfondire la sua esperienza nell’ambito della chirurgia bariatrica e nell’affrontare il problema dell’obesità patologica. Annamaria racconta che la sua situazione psico-fisica prima della scelta di fare l’intervento era al limite, “avevo proprio toccato il fondo” confessa, “perché non riuscivo a fare niente, non riuscivo a condurre una vita normale, le semplici attività di tutti i giorni, dal vestirmi al mettermi le calze, al camminare, andare al parco con i nipotini e correre con loro.” Ricorda di aver fatto  tantissime diete: “…. si, perdevo peso però come smettevo, ricominciavo a riprenderlo anzi con gli interessi, perdevo 10 chili e ne riprendevo anche venti!”. [continua sotto…]

 

 

“Il classico effetto yo-yo” sottolinea il dr. Sarro e prosegue: “Qual è stata la scintilla che l’ha spronata a chiedere aiuto e a decidere di seguire un percorso impegnativo, con i rischi connessi, l’unico che poteva darle una via di uscita?”  “Tutto è iniziato quando ho cominciato a volermi più bene, sicuramente! Volevo una vita normale.” risponde Annamaria che è stata indirizzata al Centro della Chirurgia Bariatrica di Magenta da alcune amiche che avevano già fatto l’intervento di sleeve gastrectomy, hanno seguito il percorso bariatrico come da protocollo e si sono trovate benissimo. Per cui ho deciso anch’io di intraprendere la stessa strada. Oltre che nel chirurgo bariatrico, ho trovato grande aiuto da parte della psicologa, della dietista e da tutta l’equipe di cura dell’obesità che mi ha seguito in ogni fase, sostenendomi, sia prima dell’operazione, sia durante l’intervento che una volta dimessa, una fase – ora posso dirlo – particolarmente delicata (più di quanto ci si aspetti!), da non sottovalutare.  Ho capito quanto siano importanti per la mia salute futura i controlli: abbiamo sempre bisogno della dietista, di essere seguite o dallo psicologo o dal chirurgo, abbiamo proprio bisogno di seguire un percorso, farlo dà sicurezza e motivazione al successo della riduzione di peso ottenuta con l’intervento.” Lo rifarebbe?”, gli ha chiesto il dr. Sarro. La risposta immediata è stata: “Sicuramente si, anzi, mi sono pentita di non averlo fatto prima.”

“Questa è un’esperienza” – conclude il dr. Sarro “che è piuttosto comune nell’ambito dei Centri di eccellenza della Chirurgia dell’Obesità. E’ fondamentale che il paziente obeso, che è un paziente con una malattia cronica estremamente grave, si rivolga a Centri con un elevato volume di attività bariatrica e riconosciuti nell’ambito della Società Italiana Chirurgia dell’Obesità (SICOB), sia Centri di Eccellenza, che Centri di I° e II° Livello, i soli a poter garantire la possibilità di fare più interventi in una struttura con tutte le caratteristiche di sicurezza adeguate e che soprattutto garantiscano la capacità di seguire nel periodo post-bariatrico i propri pazienti per tutta la durata del follow-up.

 

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