Videogiochi attivi e televisione: l’impatto sull’obesità infantile 11 marzo 2014

Videogiochi attivi e televisione: l’impatto sull’obesità infantile

Videogiochi attivi e televisione: l’impatto sull’obesità infantile

Negli Stati Uniti sono stati condotti due studi per valutare l’effetto che la televisione o i videogiochi attivi possono avere sull’ obesità infantile.
Il provider sanitario UnitedHealth Group di Minneapolis, nel Minnesota ha studiato l’effetto dell’uso degli exergaming, videogiochi interattivi basati su una tecnologia che rileva i movimenti del corpo, e che hanno anche una funzione di esercizio fisico; secondo questo studio, questo tipo di videogiochi si associa per i più piccoli a un incremento dell’attività fisica, con relativo calo del peso.

Deneen Vojta, pediatra e vice presidente esecutivo del Diabetes Prevention and Control Alliance dell’UnitedHealth Group, precisa: «Allo studio hanno preso parte 75 bambini obesi o sovrappeso di 10 anni di età media, randomizzati a un programma di gestione del peso, associato o meno all’uso di videogiochi attivi; i risultati dimostrano che l’exergaming aumenta effettivamente l’attività fisica, inducendo dopo 16 settimane a una maggiore riduzione dell’indice di massa corporea nei bambini che giocavano, rispetto a quelli messi a sola dieta. Questi dati aprono la strada a futuri studi che dovrebbero esaminare gli effetti del gioco attivo su casistiche maggiori e follow-up più lunghi».

Un gruppo di ricercatori del Dartmouth Institute for Health Policy and Clinical Practice di Lebanon, nel New Hampshire, ha invece studiato le conseguenze che può avere la televisione sul peso di bambini e adolescenti, coinvolgendo in un sondaggio telefonico oltre seimila ambosessi (6.522) di età fra i 10 e i 14 anni; dopo un periodo di due e di quattro anni ne ha misurato l’indice di massa corporea, con il risultato che tanto più tempo i ragazzi trascorrevano davanti alla televisione, tanto più aumentava il loro peso.

Lo studio non individua le cause del fenomeno, ma, secondo i ricercatori, potrebbero risiedere sia nel tempo della visione, sia nei disturbi che lo schermo può provocare al sonno. Il pediatra del Dartmouth Institute, James Sargent, uno degli autori dello studio, spiega: «In ogni caso, togliere la Tv dalla camera da letto potrebbe essere un passo importante contro l’obesità infantile. Circa il 70% dei bambini e degli adolescenti statunitensi obesi o sovrappeso ha la televisione in camera; dai nostri risultati emerge che avere la Tv in camera dopo due anni incrementa l’indice di massa corporea di 0,57 e dopo quattro anni di 0,75, con un aumento netto nel biennio del 24%».

I due studi sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Jama Pediatrics.


Fonte

Diane Gilbert-Diamond et al Association of a Television in the Bedroom With Increased Adiposity Gain in a Nationally Representative Sample of Children and AdolescentsJAMA Pediatr Published online March 03, 2014

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