Covid-19: l’obesità è un fattore di rischio importante per chi contrae l’infezione

Covid-19: l’obesità è un fattore di rischio importante per chi contrae l'infezione

Nuove conferme da uno studio promosso e coordinato dal Centro di Chirurgia Bariatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, in collaborazione con i Centri di Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Bologna pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Obesity Surgery“.

 

Sovrappeso e obesità in Regione Emilia Romagna

La stima, tra gli adulti, è di circa 884mila persone in sovrappeso e 354mila con obesità. L’eccesso di peso cresce con l’età. Il trend: negli ultimi dieci anni, calano le persone in sovrappeso ma aumentano quelle obese. In compenso, gli emiliano-romagnoli fanno più movimento rispetto alla media nazionale, come emerge dai dati del Servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione.

 

Uno studio prestigioso a livello internazionale…

Pubblicato su “Obesity Surgery”, rivista di riferimento internazionale del settore e classificata come Q1 (prima posizione per impact factor) tra le riviste chirurgiche di maggior prestigio, lo studio rappresenta un’ulteriore riprova di come l’obesità sia fattore di rischio rispetto all’infezione Covid-19, oltre che per la maggior parte delle patologie: da quelle dell’apparato cardiorespiratorio alle oncologiche, al diabete e alle altre patologie croniche.

 

… con il sostegno della Regione Emilia-Romagna

“Ancora una volta, grazie al lavoro di squadra dei nostri professionisti, questa Regione può offrire un contributo importante alla ricerca” – commenta l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini “E dai dati emerge anche che l’atteggiamento degli emiliano-romagnoli rispetto ai corretti stili di vita, a partire dall’alimentazione e dal movimento, è di grande attenzione: c’è una diminuzione tra le persone in sovrappeso, mentre aumentano quelle che praticano attività fisica. Siamo in una situazione migliore rispetto alla media nazionale- prosegue Donini-, ma questo non deve farci abbassare la guardia. Le persone obese rischiano la salute, in tante patologie, e ora anche con il Covid-19”.

“La Regione sta già facendo molto in termini di prevenzione – aggiunge l’assessore -, tant’è che il nostro modello di intervento sui bambini ha ottenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il riconoscimento di ‘buona pratica europea’. Occorre però fare ancora di più, per promuovere corretti stili di vita anche nei confronti delle persone ‘irriducibili’”.

 

La casistica dello studio

Sono circa seicento i pazienti, ammalatisi di Covid-19, che sono stati coinvolti nello studio. L’indagine ha messo a confronto i soggetti operati con un intervento di chirurgia bariatrica negli ultimi 12 mesi in 6 tra i maggiori centri in Emilia-Romagna, con i soggetti in attesa di intervento. Questi ultimi hanno avuto sintomi più severi, e per loro è stato necessario un maggior ricorso al ricovero in terapia intensiva.

Dr. Federico MarchesiA illustrare lo studio dell’AOU di Parma è il primo firmatario della pubblicazione, il Dr. Federico Marchesi, Responsabile del programma di Chirurgia Bariatrica e delle prime vie digerenti dell’Ospedale Maggiore, che fa capo alla Clinica Chirurgica generale diretta dal Dr. Paolo Del Rio.

 

Il razionale dello studio

“Lo studio è stato avviato nel momento di massima virulenza del Coronavirus (aprile 2020), con l’obiettivo di valutare se la chirurgia dell’obesità (chirurgia bariatrica), già protettiva per le patologie correlate, lo fosse anche nei confronti dell’infezione da Covid-19” spiega Marchesi.

“In collaborazione con gli altri Centri di chirurgia bariatrica della Regione, abbiamo confrontato i sintomi dell’infezione Covid-19 nei pazienti operati per obesità da almeno 12 mesi con i sintomi manifestatisi in pazienti obesi in attesa di intervento, e abbiamo riscontrato che:

  • i pazienti già operati hanno contratto forme di infezione più lievi;
  • con un minor tasso di ricoveri ospedalieri e
  • un minor ricorso alle terapie intensive”.

 

“Da queste osservazioni – conclude Marchesi – abbiamo potuto dedurre che il trattamento chirurgico dell’obesità si conferma una misura di prevenzione primaria fondamentale anche per l’infezione Covid-19 e per le epidemie virali respiratorie.  I Centri di Chirurgia Bariatrica dell’Emilia-Romagna sono stati tra i  primi a pubblicare un contributo scientifico di livello internazionale su questo tema: non possiamo che esserne orgogliosi!”.

 

 

Reference

Federico Marchesi, Marina Valente, Matteo Riccò, Matteo Rottoli, Edoardo Baldini, Fouzia Mecheri, Stefano Bonilauri, Sergio Boschi, Paolo Bernante, Andrea Sciannamea, Jessica Rolla, Alice Francescato, Ruggero Bollino, Concetto Cartelli, Andrea Lanaia, Francesca Anzolin, Paolo Del Rio, Diletta Fabbi, Gabriele Luciano Petracca, Francesco Tartamella, Giorgio Dalmonte – Effects of Bariatric Surgery on COVID-19: a Multicentric Study from a High Incidence AreaObes Surg 2021 Jan 8;1-12

 

 

 

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