Chirurgia bariatrica: anche una buona alleanza tra medico e paziente è fondamentale per la perdita di peso

Chirurgia bariatrica: anche una buona alleanza tra medico e paziente è fondamentale per la perdita di peso

Con la consulenza della D.ssa Danila Capoccia**, Specialista in Endocrinologia, Rome Obesity Center, Roma e Frosinone, Membro del comitato scientifico della SIO Lazio

 

La gestione di una malattia cronica come l’obesità, richiede al clinico e al chirurgo di spostare l’attenzione dalla malattia alla persona nella sua globalità. Il dialogo e l’alleanza che si instaurano tra medico e paziente sono elementi fondamentali per rendere più efficace la relazione di cura e l’adesione del paziente alle raccomandazioni ricevute ma non solo, fanno anche la differenza in termini di calo ponderale dopo un intervento bariatrico. Lo riscontriamo ogni giorno nella pratica clinica ma è ciò che è di recente emerso anche da uno studio condotto da alcuni endocrinologi a Boston.

 

Parlare con il medico dei benefici e dei rischi di un intervento chirurgico ne favorisce la buona riuscita e la miglior adesione del paziente

Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato nel giugno 2021 su Obesity e firmato dai ricercatori del Brigham and Women’s Hospital, che sottolineano quanto la costruzione di un buon dialogo tra medico e paziente non sia purtroppo così frequente, a partire dal medico curante.

“L’obesità non è solo un problema sanitario, ma aumenta il rischio di molte malattie, da quelle cardiovascolari all’insufficienza renale, passando per il diabete, dalle malattie respiratorie come le apnee notturne a quelle osteoarticolari. Il trattamento più efficace per i pazienti con grave obesità è la chirurgia bariatrica, ma i dati ci dicono che a ricorrervi, ogni anno è meno dell’ 1% dei pazienti idonei all’intervento (BMI > 40 o BMI > 35 quando l’obesità si associa ad altre patologie). Con questo lavoro, volevamo capirne meglio le motivazioni» sottolinea uno degli autori, Alexander Turchin della Divisione di endocrinologia, diabete e ipertensione al Brigham and Women’s Hospital di Boston.

 

Campione e obiettivi dello studio osservazionale

– 30.560 pazienti adulti con BMI ³ 35 kg/m2

– Valutati tra il 2000 e il 2015

OBIETTIVI

  • valutare la relazione tra un buon dialogo medico-paziente e la chirurgia bariatrica durante il primo anno dopo l’entrata nello studio
  • valutare quindi le modifiche del peso (obiettivo primario) e il ricorso all’intervento bariatrico (obiettivo secondario) nell’arco dei due anni dopo l’entrata nello studio.

 

La valutazione dei colloqui medico-paziente sugli interventi bariatrici

I ricercatori hanno esaminato la frequenza delle conversazioni medico-paziente sulla chirurgia bariatrica e gli esiti correlati alla perdita di peso analizzando le annotazioni dei medici attraverso un software di elaborazione del linguaggio naturale (NLP dall’inglese Natural Languate Processing).

 

I risultati suggeriscono che chi dialoga con il proprio medico ottiene risultati migliori in termini di perdita di peso

Dallo studio emerge che meno del 10% dei potenziali candidati (2.659 su 30.560, 8.7%) all’intervento bariatrico aveva dialogato con i propri medici sulle varie opzioni disponibili. «Tra i pazienti che lo hanno fatto, le probabilità di sottoporsi all’operazione erano 10 volte maggiori, con più consapevolezza e determinazione,  rispetto a chi non ne ha discusso”.  Tra le principali cause ci sono la scarsa conoscenza dell’efficacia delle procedure di chirurgia bariatrica da parte dei medici, efficacia che negli ultimi quindici anni si è andata enormemente consolidando.

 

“Ma non è l’unico risultato importante che abbiamo rilevato: chi ha sviluppato un buon rapporto con il proprio medico  ha avuto anche maggiori probabilità di perdere peso nel tempo rispetto a chi non lo ha fatto» sottolinea Turchin, aggiungendo che anche senza un eventuale approccio chirurgico, il dialogo medico-paziente può sottolineare la gravità dell’obesità, favorendo nei pazienti una maggiore consapevolezza dei rischi a cui vanno incontro spingendoli a un cambiamento verso uno stile di vita più sano e attivo che favorisca la perdita di peso. E conclude: «Quando si parla di risultati clinici di solito lo si fa a proposito di un nuovo trattamento. Ma il primo passo per raggiungere un obiettivo terapeutico è sempre il dialogo con il paziente. Dobbiamo parlare di più con i nostri pazienti, informandoli meglio sulle loro terapie e trattamenti” e sui percorsi che possono intraprendere in base alle singole necessità, favorendone una più convinta e duratura adesione.

 

Il messaggio è quindi: parlare, parlare, parlare con i propri medici, non avere alcun timore, né tanto meno vergogna nel rivolgere al proprio team tutte le domande e i dubbi (tutti leciti!) che ronzano nella testa ed esigere una risposta. Il percorso bariatrico è un percorso molto impegnativo e va affrontato sempre e solo in piena consapevolezza di ciò che si dovrà man mano sostenere. Nel caso della cura dell’obesità, il paziente è sempre parte attiva della cura. Una relazione efficace con il proprio medico aiuta a far emergere e riorganizzare le proprie risorse utili per affrontare al meglio i cambiamenti che ci aspettano. Ci aiuta a prendere decisioni più consapevoli riguardo alla nostra salute e, più in generale alle situazioni “difficili” in cui ci troviamo.

 

Reference

Lee-Shing  Chang, Shervin Malmasi, Naoshi Hosomura, Huabing Zhang, C. Justin Brown, Victor J. Lei, Alexa Rubin, Clara Ting, Kimhouy Tong, Maria Shubina, Alexander Turchin – Patient- provider discussions of bariatric surgery and subsequent weight changes and receipt of bariatric surgeryObesity (Silver Spring) 2021;00:1–9

 

 

 

** La Dott.ssa Danila Capoccia è Medico-Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo ed ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Medicina Molecolare presso Università “La Sapienza” di Roma. Si occupa da oltre 10 anni delle patologie metaboliche, in particolare dell’obesità e delle patologie ad essa associate. Ha svolto attività di ricerca clinica, presso l’Università di Roma “La Sapienza”, con conferimento di Assegni di Ricerca su: obesitàinsulino-resistenza e modificazioni fisiopatologiche indotte dalla chirurgia bariatrica, come testimoniato dagli oltre 40 studi scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali.
La Dott.ssa Capoccia ha esperienza nell’ambito della gestione clinica di pazienti affetti da sovrappeso, obesità, diabete, sindrome metabolica, patologie endocrinologiche, preparazione dei pazienti ad interventi di chirurgia bariatrica e metabolica e follow up post intervento.
È Membro della Sezione Giovani della Società Italiana Obesità (SIO) e socio della Società Italiana di Diabetologia (SID) e ha partecipato come relatore a numerosi congressi nazionali e internazionali sul tema dell’obesità e del diabete. Dal 2013 è medico Endocrinologo del Rome Obesity Center della sede di Roma e dal 2018 della sede di Frosinone.

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