Lotta all’obesità: quale futuro dai farmaci?

Obesità: quale futuro dai farmaci?

A cura del prof. Diego Foschi, Presidente Uscente SICOB, Società Italiana di Chirurgia dell’OBesità e delle malattie metaboliche**

 

“L’approccio terapeutico all’obesità è per definizione multimodale e multidisciplinare: ogni paziente deve avere un trattamento personalizzato cui concorrono diversi specialisti, in relazione alla sua storia clinica e al grado di obesità. In questo contesto, ciò che finora è mancato è la terapia medico-farmacologica.

 

A partire dalle anfetamine (oggi proibite per gli effetti collaterali a livello cardiaco), gran parte dei farmaci utilizzati non hanno dato convincenti garanzie di efficacia e di sicurezza e sono stati poco utilizzati. Si è affermato così il concetto che la chirurgia dell’obesità (chirurgia bariatrica), capace di modificazioni funzionali dell’apparato endocrino presente a livello del tratto alimentare, fosse l’unica forma di terapia realmente efficace. In particolare, si è molto insistito sulla capacità di modificare i livelli del GLP-1 (peptide 1 analogo del glucagone), uno degli ormoni intestinali in grado d’influire nello stesso tempo sull’appetito, sullo svuotamento gastrico e sull’assetto metabolico, riducendo in modo significativo il peso corporeo e determinando la remissione dell’iperglicemia del diabete mellito di tipo 2.

 

Oggi abbiamo nuove risorse farmacologiche in arrivo

In anni recenti sono stati sintetizzati farmaci capaci di agire a livello dei recettori per il GLP-1 riproducendone così gli effetti. La liraglutide è stata proposta (a dosi differenti) sia per ridurre il peso corporeo sia per trattare il diabete tipo 2. Come farmaco antiobesità, la Liraglutide è in grado di ridurre il peso corporeo del 6-8% e di mantenere il suo effetto anche a distanza superiore a 1 anno. Sfortunatamente, la somministrazione per via parenterale e la non prescrivibilità a carico del SSN hanno fortemente limitato la sua diffusione.

Recentemente è comparso un nuovo farmaco agonista dei recettori GLP1 che può essere assunto anche per via orale con una potenza d’azione molto elevata. Si tratta della Semaglutide, farmaco che potrebbe avere una più agevole diffusione nella popolazione dei pazienti con obesità e costituire un ulteriore elemento utile nella terapia. La Semaglutide non potrà sostituire la terapia chirurgica che è indicata nelle persone con un’obesità di grado elevato ove la riduzione di peso del 10-15% (potenziale effetto della semaglutide) non sarebbe in grado di migliorare la qualità di vita del paziente, ma si affiancherà ad essa soprattutto:

  • nel trattamento dei pazienti con eccesso di peso e complicanze metaboliche gravi;
  • nella preparazione all’intervento bariatrico e
  • probabilmente (mancano ancora studi di ampiezza significativa per poter trarre delle conclusioni certe) nel trattamento del weight regain, cioè del recupero del peso dopo chirurgia bariatrica.

Certamente un’arma in più nel trattamento dell’obesità che contiamo di utilizzare al meglio”.

La semaglutide – con l’indicazione per l’obesità – dovrebbe essere disponibile in Italia a partire dal 2022 come affermato durante il XXIX Congresso della Sicob a Firenze (6-8 ottobre 2021).

 

 

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