Obesità e nuovi farmaci

Obesità e nuovi farmaci

Con la consulenza della d.ssa Danila Capoccia**, Rome Obesity Center, Roma e Frosinone

 

L’obesità è una malattia complessa che va trattata con un approccio multiplo. Tutte le Linee Guida raccomandano come primo passo la modificazione dello stile di vita
cambiando la propria alimentazione, inserendo un’attività fisica che dovrà essere strutturata in base alle singole esigenze/possibilità e modificando anche il proprio comportamento a tavola. Tuttavia, quando questa strategia iniziale non è sufficiente, è utile ricorrere anche all’utilizzo di farmaci, continuando a migliorare lo stile di vita.

I farmaci attualmente approvati in Italia per la gestione farmacologica di soprappeso e obesità, a oggi sono tre: orlistat, un farmaco per bocca usato da molti anni, liraglutide 3 mg per via sottocutanea, e l’associazione bupropionenaltrexone, anche questo somministrato per bocca.

 

Negli ultimi mesi, c’è grande attesa, sia da parte dei medici che dei pazienti di un nuovo farmaco, semaglutide, che dovrebbe essere disponibile in Italia dal 2022.

 

Semaglutide: già noto per il trattamento del diabete tipo 2

Semaglutide è un agonista del recettore GLP-1, una versione sintetica di un ormone fisiologico che agisce sui centri dell’appetito presenti nel cervello e nell’intestino, favorendo la sazietà. Il farmaco è già stato approvato nel dicembre 2017 nella sua forma iniettabile (0,5 mg e 1 mg) per il trattamento diabete di tipo 2 e la riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori tra cui infarto, ictus e morte negli adulti con diabete di tipo 2 con malattia cardiaca nota. 

Il farmaco semaglutide, associato a un cambiamento dello stile di vita, favorisce una perdita di peso clinicamente rilevante in pazienti con sovrappeso o obesità.

È quanto emerge con chiarezza da due studi che fanno parte del programma di sviluppo STEP (Semaglutide Treatment Effect in People with Obesity Program), condotto in 149 centri in 12 Paesi in Nord America, Europa, Sud America, Medio Oriente, Sud Africa e Asia.

  • Lo studio STEP 1 pubblicato sulla prestigiosa rivista New England Journal for Medicine
  • Lo studio STEP 2 pubblicato sull’altrettanto prestigiosa rivista The Lancet.

 

Grazie alle prove fornite dagli studi STEP, semaglutide è già stato sottoposto alla valutazione degli enti predisposti per l’approvazione come trattamento per l’obesità: alla Food and Drug Administration (FDA), USA, al National Institute of Clinical Excellence (NICE), all’European Medicines Agency (EMA).

 

Lo studio STEP1, New England Journal for Medicine, febbraio 2021

Lo studio ha coinvolto 1961 pazienti adulti con obesità, BMI > 30 [BMI > 27 con obesità associata ad altra comorbidità] di cui 1306 trattati con semaglutide. La maggior parte (74.1%) dei pazienti arruolati erano donne, con età media di 46 anni, con un peso medio di 105.3, Indice di Massa Corporea (BMI) 37.9 e girovita di 114.7 cm. Il 43.7% dei pazienti aveva prediabete e il 75% associava all’eccesso di peso almeno un’altra malattia.

 

“I risultati di questo studio rappresentano un importante passo avanti per il miglioramento della salute delle persone con obesità. I pazienti che hanno ricevuto 2.4 mg alla settimana per via sottocutanea di semaglutide hanno perso mediamente quasi il 15% del loro peso rispetto all’inizio dello studio, un terzo dei partecipanti ha raggiunto il 20% di riduzione del peso. Nessun altro farmaco per il trattamento dell’obesità ha sinora ottenuto tale riduzione del peso: è davvero un farmaco che farà la differenza» hanno dichiarato gli autori dello studio, anche considerando la posologia di una volta a settimana, per via sottocutanea “che può migliorare l’aderenza al trattamento da parte dei pazienti”.
Come noto, una perdita di peso del 10-15% (o più) è raccomandata nelle persone che manifestano complicanze da eccesso di peso e obesità (prediabete, ipertensione, apnee ostruttive del sonno).
Tale perdita di peso era accompagnata anche dal miglioramento dei principali parametri di rischio cardiovascolare e metabolico, in modo proporzionale al dimagrimento.

 

Lo studio STEP2, the Lancet, marzo 2021

I risultati di un nuovo studio, lo STEP 2, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet confermano quanto già emerso nello studio STEP1.

In questo secondo studio, sono stati valutati 1210 pazienti con diabete di tipo 2  associato a sovrappeso od obesità trattati con un’iniezione settimanale di semaglutide.

Come noto, l’eccesso di peso contribuisce in modo significativo allo sviluppo del diabete tipo 2. Molti pazienti riescono, almeno inizialmente a gestire il diabete seguendo una dieta sana, facendo esercizio fisico regolare e assumendo farmaci per il controllo della glicemia ma un numero significativo di persone non ottiene un chiaro miglioramento senza ridurre il peso corporeo.

I soggetti arruolati nello studio erano adulti con un Indice di Massa Corporea (BMI) di almeno 27 kg/m2, livelli di emoglobina glicata del 7-10% e una diagnosi di diabete di tipo 2 da almeno 180 giorni dall’inizio dello studio. Sono stati assegnati in modo casuale in rapporto 1:1:1 a ricevere per via sottocutanea semaglutide 2,4 mg o semaglutide 1,0 mg (la dose approvata per il trattamento del diabete) oppure placebo, una volta alla settimana per 68 settimane, in parallelo al cambiamento del proprio stile di vita.

 

Riduzione del peso e benefici sulla salute in generale

Lo studio ha dimostrato che in soggetti con sovrappeso/obesità e diabete tipo 2, la monosomministrazione di semaglutide 2.4 mg (dosaggio maggiore rispetto a quello indicato per i pazienti con solo diabete) – in associazione a reali cambiamenti dello stile di vita – favorisce una maggiore riduzione del peso, intorno al 10% del peso iniziale. Oltre un quarto dei pazienti è riuscito a perdere più del 15% del peso, un risultato decisamente superiore rispetto a quanto osservato con qualsiasi altro farmaco utilizzato sui soggetti che associano diabete tipo 2 e obesità (diabesità). Inoltre, più dei due terzi dei pazienti trattati hanno raggiunto un target di emoglobina glicata (HbA1c) del 6.5 o più bassa (riduzione dell’1.6%) e un miglioramento dei fattori di rischio cardiovascolare (girovita, pressione arteriosa, colesterolo e altri lipidi nel sangue, proteina C-reattiva, parametri epatici, rapporto albumina/creatinina nelle urine), favorendo un miglior stato generale di salute, grazie anche al buon profilo di tollerabilità del farmaco.

«Questi risultati sono entusiasmanti e rappresentano una nuova era nella gestione dell’ eccesso di peso nelle persone che soffrono di diabete di tipo 2. Stabiliscono un vero cambio di paradigma nella nostra capacità di trattare l’obesità» con un approccio farmacologico ha commentato il primo autore dello studio Melanie Davies, diabetologa di grande prestigio con un’esperienza clinica di oltre 25 anni e professore di Medicina del Diabete presso l’Università di Leicester e co-direttore del Leicester Diabetes Center, nel Regno Unito. «Inoltre è davvero incoraggiante che, insieme alla perdita di peso, abbiamo osservato miglioramenti della salute in generale, con un incremento significativo nei punteggi di funzionalità fisica, pressione sanguigna e controllo della glicemia».

 

Altri studi sono attualmente in corso per valutare l’efficacia e la tollerabilità di questo nuovo farmaco per il trattamento dell’obesità che ricordiamolo, sarà disponibile in Italia dal 2022.

 

 

References

– John P.H. Wilding, D.M., Rachel L. Batterham, et al – Once-Weekly Semaglutide in Adults with Overweight or ObesityN Engl J Med 2021;384:989-1002

– Davies M et al – Semaglutide 2·4 mg once a week in adults with overweight or obesity, and type 2 diabetes (STEP 2): a randomised, double-blind, double-dummy, placebo-controlled, phase 3 trialLancet 2021 Mar 2;S0140-6736(21)00213-0

– Roberto Latini, Lidia Staszewsky – Semaglutide and effective weight control. Lancet 2021 volume 397, issue 10278, p942-943, march 13, 2021

Semaglutide May Aid Weight Loss in Obese Patients With T2DM March 5, 2021

 

 

 

** La Dott.ssa Danila Capoccia è Medico-Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo ed ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Medicina Molecolare presso Università “La Sapienza” di Roma. Si occupa da oltre 10 anni delle patologie metaboliche, in particolare dell’obesità e delle patologie ad essa associate. Ha svolto attività di ricerca clinica, presso l’Università di Roma “La Sapienza”, con conferimento di Assegni di Ricerca su: obesitàinsulino-resistenza e modificazioni fisiopatologiche indotte dalla chirurgia bariatrica, come testimoniato dagli oltre 40 studi scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali.
La Dott.ssa Capoccia ha esperienza nell’ambito della gestione clinica di pazienti affetti da sovrappeso, obesità, diabete, sindrome metabolica, patologie endocrinologiche, preparazione dei pazienti ad interventi di chirurgia bariatrica e metabolica e follow up post intervento.
È Membro della Sezione Giovani della Società Italiana Obesità (SIO) e socio della Società Italiana di Diabetologia (SID) e ha partecipato come relatore a numerosi congressi nazionali e internazionali sul tema dell’obesità e del diabete. Dal 2013 è medico Endocrinologo del Rome Obesity Center della sede di Roma e dal 2018 della sede di Frosinone.

 

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