Obesità: troppo spesso si sottovaluta la malattia e le sue complicanze

Obesità: troppo spesso si sottovaluta la malattia e le sue complicanze

Con la consulenza della D.ssa Danila Capoccia**, Specialista in Endocrinologia, Rome Obesity Center, Roma e Frosinone, Membro del comitato scientifico della SIO Lazio

 

Sebbene l’obesità sia stata riconosciuta una malattia cronica nel novembre 2019, non sempre ne è percepita la gravità da parte sia dei sanitari sia delle stesse persone che ne soffrono. Questo rappresenta un ostacolo nella definizione delle priorità nella gestione della malattia e nell’aiutare le persone che convivono con l’obesità. Tra i fattori che influenzano gli esiti della cura anche giovane età e differenze di genere (le donne sono più propense degli uomini a cercare di perdere peso). Sono questi alcuni dei risultati preliminari dello Studio ACTION IO di cui sono stati presentati i dati aggiornati all’European and International Congress on Obesity, ECO-ICO 2020, 1-4 settembre 2020.

 

Obesità. Sono oltre vent’anni che la Comunità Scientifica sottolinea i pericoli per la salute derivanti dall’obesità, una malattia cronica che riguarda in Europa: il · 23% delle donne e il · 20% degli uomini; è causa di · 337mila decessi ogni anno e costa · 70 miliardi di euro e che – infine – potrebbe raggiungere entro il 2030, la drammatica soglia del 50% della popolazione” sottolinea il prof. Luca Busetto, Co-chair Obesity Management Task Force di EASO (European Association for the Study of Obesity), co-autore insieme al prof. Paolo Sbraccia dello Studio ACTION-IO  (?wareness, ?are, and ?reatment ?n ?besity Ma ?agement – an ?nternational ?bservation), di cui sono stati presentati oggi i dati aggiornati all’European and International Congress on Obesity (ECO-ICO) 2020.

 

Obiettivo dello studio ACTION-IO: capire la percezione dell’obesità

ACTION-IO è il più ampio studio realizzato per studiare gli ostacoli alla gestione dell’obesità sia dal punto di vista delle persone con obesità sia dal punto di vista dei medici. Lo studio ha finora coinvolto oltre 14.500 persone con obesità e quasi 2.800 operatori sanitari provenienti da 11 paesiin 5 continenti, tra cui: Australia, Cile, Israele, Italia, Giappone, Messico, Arabia Saudita, Corea del Sud, Spagna, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito.
L’obiettivo primario è quello di identificare le percezioni, le attitudini, i comportamenti e gli ostacoli per la cura dell’obesità e capire in che modo questi fattori influenzino la gestione dell’obesità. Il triplicarsi dei tassi di obesità in tutto il mondo dal 1975 ad oggi e più recentemente la pandemia COVID-19, che ha fatto emergere importanti lacune nella cura della malattia, evidenziano come sia fondamentale una migliore comprensione di questi fenomeni.

 

Differenze di genere e di giovane età

Sono emerse differenze significative tra uomini e donne per quanto riguarda il modo e le motivazioni con cui si affrontano il peso e la gestione dell’obesità, evidenziando quanto sia importante adattare i trattamenti ai bisogni e ai comportamenti individuali, per la migliore cura della malattia. In particolare, tra le persone con obesità:

  • gli uomini hanno maggiori probabilità di segnalare complicanze cardio-metaboliche (10% vs 4%);
  • le donne hanno il doppio delle probabilità di segnalare ansia o depressione (28% vs 14%);
  • le donne sono più propense a fare diversi tentativi per perdere peso (4.6 di media vs 3.1) e a sottoporsi al trattamento farmacologico o a quello chirurgico, anche se il 75 per cento riacquista peso dopo 6 mesi, rispetto ad oltre la metà degli uomini.

 

Molte persone con obesità sottovalutano la gravità della loro malattia, per questo tendono a non cercare l’aiuto di cui hanno bisogno per perdere peso in maniera efficace o per la cura di complicazioni legate alla malattia. Infatti, il peso è stato sottostimato in tutte le classi di obesità e un quarto delle persone con obesità di classe III e il 62 % con obesità di classe I, si percepivano semplicemente come “persone in sovrappeso“.

 

Perché è importante giocare d’anticipo

Lo studio ACTION-IO ha confermato l’urgenza di un intervento precoce: problemi di peso in soggetti sotto i 20 anni sono associati a una malattia più grave e a un quadro più radicato di rassegnazione. Il gruppo più giovane ha visto infatti una percentuale maggiore di obesità di classe II(23% vs 16%) e di classe III (18% vs 11%), rispetto a coloro che non hanno sviluppato obesità a esordio precoce. Inoltre, quasi la metà delle persone con obesità a esordio precoce sentiva di non essere in grado di superare i problemi di peso e due quinti (40% s 32%) hanno riferito che il peso controlla la loro vita.

 

Riconoscere l’obesità quale malattia cronica

La recente pandemia di COVID-19 ci ha mostrato quanto sia essenziale che l’obesità sia pienamente riconosciuta come malattia cronica. I risultati dello studio ACTION-IO evidenziano che l’obesità è ancora oggi molto sottovalutata, con percezioni errate, profondamente radicate nella società e nella comunità medico-scientifica, ha commentato il prof. Paolo Sbraccia, Vice Presidente IBDO Foundation e Professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Roma “Tor Vergata”, uno degli autori dello studio. In particolare, le persone con obesità grave (obesità patologica) – il 13% di quelle coinvolte nello studio – si considera normopeso. Una persona con obesità che non si considera obesa non cercherà mai aiuto. È, quindi, fondamentale che il Sistema Sanitario individui queste persone e faccia loro capire che l’obesità è una malattia, che va riconosciuta come tale e curata”.

 

 

References

– World Health Organization. Obesity and Overweight Factsheet no. 311. Available at: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs311/en/

– World Obesity Federation. Obesity and COVID-19 policy statement. Available at: http://s3-eu-west-1.amazonaws.com/wof-files/Obesity_and_COVID-19_policy_statement.pdf

– Finer N, Garnett SP, Bruun JM – COVID-19 and obesity. Clin Obes 2020; 10:e12365

– Paolo Sbraccia, Luca Busetto, Ferruccio Santini, Mariarosaria Mancuso , Paolo Nicoziani , Antonio Nicolucci – Misperceptions and barriers to obesity management: Italian data from the ACTION-IO study. Eat Weight Disord 2020 May 8 doi: 10.1007/s40519-020-00907-6. Online ahead of print

– Rigas G, Alfadda A, and Caterson I et al – Differences in impact and perception of obesity between women and men: results from ACTION-IO. Abstract presented at ECO-ICO Online, 1–4 September 2020

– Sbraccia P, Alfadda A, and Caterson I, et al., The underestimation of obesity by individuals needs to be addressed by healthcare professionals. Abstract presented at ECO-ICO Online, 1–4 September 2020

– Coutinho W, Alfadda A, and Caterson I et al – Weight struggles at an early age are associated with greater obesity class and hopelessness: a call for timely intervention. Abstract presented at ECO-ICO Online, 1–4 September 2020

– American Society for Metabolic and Bariatric Surgery. Disease of Obesity. Available at: https://asmbs.org/patients/disease-of-obesity

– Salvador J, Alfadda A, and Caterson I et al., Obesity expertise: added value but still lots to do in obesity care. Abstract presented at ECO-ICO Online, 1–4 September 2020

– Caterson ID, Alfadda AA, Auerbach P, et al – Gaps to bridge: Misalignment between perception, reality and actions in obesity. Diabetes Obes Metab 2019; 21:1914-1924

 

 

 

 

** La Dott.ssa Danila Capoccia è Medico-Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo ed ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Medicina Molecolare presso Università “La Sapienza” di Roma. Si occupa da oltre 10 anni delle patologie metaboliche, in particolare dell’obesità e delle patologie ad essa associate. Ha svolto attività di ricerca clinica, presso l’Università di Roma “La Sapienza”, con conferimento di Assegni di Ricerca su: obesitàinsulino-resistenza e modificazioni fisiopatologiche indotte dalla chirurgia bariatrica, come testimoniato dagli oltre 40 studi scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali.
La Dott.ssa Capoccia ha esperienza nell’ambito della gestione clinica di pazienti affetti da sovrappeso, obesità, diabete, sindrome metabolica, patologie endocrinologiche, preparazione dei pazienti ad interventi di chirurgia bariatrica e metabolica e follow up post intervento.
È Membro della Sezione Giovani della Società Italiana Obesità (SIO) e socio della Società Italiana di Diabetologia (SID) e ha partecipato come relatore a numerosi congressi nazionali e internazionali sul tema dell’obesità e del diabete. Dal 2013 è medico Endocrinologo del Rome Obesity Center della sede di Roma e dal 2018 della sede di Frosinone.

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